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Di Francesco punge: "Allegri vuole fare il fenomeno! Lasciatemi dire una cosa sul Napoli"


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Pubblicato nella sezione Interviste
Di Francesco punge: Allegri vuole fare il fenomeno! Lasciatemi dire una cosa sul Napoli

"L'Inter può essere la sorpresa: non gioca le coppe europee ed è un vantaggio non da poco. E poi Spalletti ha una buona rosa e idee molto chiare...".


Eusebio Di Francesco, allenatore della Roma, non le manda a dire al tecnico della Juventus, ecco quanto rivelato al quotidiano La Stampa: "Lo scudetto? Per ora lasciamo stare. Noi vogliamo dare fastidio: se cresceremo ancora e se passeremo esami come quello di Torino, più avanti ne parleremo. Juventus-Roma? Loro sono in crescita. La Juve è tornata cattiva e cinica, dà la sensazione di non subire mai l'avversario come nei tempi migliori: avete visto lo 0-0 con l'Inter? Non hanno vinto, ma avrebbero meritato di farlo. Sindrome da Stadium? Nessuna sindrome, anche perché io penso in positivo. E poi con la Roma è la prima volta che me la gioco là: se c'è una sindrome, per me, può essere quella che mi avvicina all'Inter per i 7 gol presi due volte con il Sassuolo".


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"Questo è un campionato per certi versi inaspettato - ha continuato il tecnico - la maggiore competitività mi stimola e credo che, per il vertice, la corsa sarà fra le prime cinque. Ci metto anche la Lazio, sebbene si sia un po' staccata. Il Napoli può vincere lo scudetto perché ha messo al centro di tutto il lavoro di squadra: si muovono meglio degli altri e a chi sostiene che la ripetitività ti rende prevedibile dico che la stessa ripetitività ti dà maggiori certezze. L'Inter può essere la sorpresa: non gioca le coppe europee ed è un vantaggio non da poco. E poi Spalletti ha una buona rosa e idee molto chiare: non si rimane imbattuti per sedici gare per caso".


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Sui modelli a cui si ispira: "Di Ancelotti mi piace la pacatezza e il rapporto che sa instaurare con i suoi ragazzi, Conte dal punto di vista motivazionale è bravissimo e sul campo è un grande lavoratore: penso di pormi nel mezzo fra i due. E Allegri? Per come sa gestire uomini e situazioni è un allenatore 'europeo', viaggia con una grande consapevolezza dei propri mezzi e dal punto di vista psicologico è all'avanguardia. Il turnover? È un rischio calcolato, un modo per far sentire tutti parte del progetto. Lo faccio io, lo fa anche Allegri, anche se l'allenatore bianconero non cambia spesso perché vuole fare il fenomeno".


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