Dello Iacovo: "Ogni volta che l'Italia fallisce un obiettivo, a Napoli va in scena questo copione"

Rosario Dello Iacovo, giornalista e scrittore, ha commentato l'eliminazione dell'Italia dopo la sconfitta a Palermo contro la Macedonia del Nord.
Rosario Dello Iacovo, giornalista e scrittore, sulla pagina di facebook "Il Napulegno", ha analizzato l'eliminazione dell'Italia contro la Macedonia che comporterà l'esclusione dai Mondiali per la seconda volta consecutiva. Ecco quanto scrive: "Ogni volta che l'Italia fallisce un obiettivo, va in scena un copione così prevedibile che potrebbe essere fotocopiato: non se accorgerebbe nessuno. Ci sono quelli che "io sono napoletano non italiano" che sono così tanti su facebook che tu ti chiedi legittimamente perché esiste da trenta e passa anni una lega nord e invece qualsiasi partito meridionalista prende al sud tre voti in croce. Cioè, voi che non vi sentite italiani, poi chi votate alle elezioni? L'amico? Il politico che deve farvi il favore? Non ci andate proprio? Come li prende oltre un milione e 700mila voti De Luca, col resto che va al suo rivale altrettanto "italiano"?"
Quindi ha aggiunto: "Ci sono poi quelli che irridono i "neoborbonici", includendo nella categoria qualsiasi discorso sul meridione, che dovrebbero però spiegare per quale ragione il sud si svuota, la Campania perde quasi 90mila abitanti nel 2020 e più banalmente la metà degli iscritti alle pagine del Napoli è emigrata altrove. Saremo magari fatti male, noi meridionali, come dite voi, ma qualche colpa ce l'avrà uno stato le cui politiche economiche hanno creato un paese a due velocità? È questo che ti costringe al sottosviluppo. Sono a Londra in questi giorni, dove ho vissuto quasi sei anni fino a dicembre, facendo in questi mesi una fatica terribile a riabituarmi a vivere a Napoli, dove il trasporto pubblico è scadente, per farti una visita devi chiedere il favore all'amico e all'amico dell'amico, per assicurare una cazzo di macchina o di moto ti chiedono 1000 o 1500 euro (e qui pagavo rispettivamente 500 e 300 sterline). Però è proprio a Londra che mi sono riavvicinato alla nazionale perché alla fine per tutti gli altri sei italiano".
"Non sono un tifoso sfegatato - continua - se fosse stato il Napoli a subire una sconfitta paragonabile alla seconda esclusione di fila ai mondiali, starei avvelenato. Invece ho visto solo il secondo tempo e ho accolto il risultato con un certo distacco, ma non ho certo tifato contro, non fosse altro che scrivo questo post in italiano e voi lo capite, come lo capiscono un milanese o un siciliano. E poi c'è molto altro di una cultura comune, di cui ti accorgi di più quando vivi all'estero".
"Infine - ha concluso - l'esempio più chiaro di quanto può essere profondo il disagio culturale e psicologico dei popoli colonizzati, c'è chi utilizza anche la sconfitta dell'Italia, una debacle per tutto il movimento calcistico italiano e per qualsiasi giocatore in campo, per continuare a caricare come un toro accecato dall'odio e dal furore Lorenzo Insigne. Voi siete messi peggio di chiunque altro e mi dispiace, perché se solo capiste il male che fate alla vostra terra e al vostro popolo, sono certo che la smettereste".








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