Dello Iacovo: "Napoli-Verona, le allusioni di De Laurentiis sulle scommesse e ciò che irrita"

Rosario Dello Iacovo, giornalista, ha analizzato gli aspetti di uno degli argomenti più discussi tra i tifosi, ovvero Napoli-Verona, partita "dolorosa".
Rosario Dello Iacovo, giornalista, sulla pagina "Il Napulegno", è tornato a parlare di uno degli argomenti più in voga tra i tifosi del Napoli. Queste le sue parole: "Su Napoli - Verona, a settimane di distanza, dico la mia. Escludo nella maniera più assoluta un complotto che parta dalla proprietà, che avrebbe dato l'ordine a squadra e allenatore di non vincerla. Una trama di questo tipo implica troppi soggetti coinvolti, troppe orecchie ad ascoltare, troppe bocche che possono spifferare qualcosa, perché si riesca a mantenere il segreto. È una dinamica da ufficio inchieste e retrocessione immediata. Un rischio enorme non si sa bene in nome di quale beneficio, visto che quei soldi erano di vitale importanza per il Napoli e alla fine la Juve ha ricapitalizzato di ben 400 milioni".
Poi ha aggiunto: "Vedo invece un'altra dinamica, sulla base della pura supposizione che perciò ho atteso tanto a lungo per esternare. Ci sono due elementi principali. Il primo è la difficoltà che il Napoli ha manifestato con squadre inferiori nel corso dell'intera stagione. Senza i punti persi con le piccole, poteva essere ben altro campionato. Limite psicologico della squadra. Limite mentale di Gattuso che si lasciava prendere dall'orgasmo, finendo per fare scelte sbagliate in certi momenti cruciali. Limite anche strutturale, con il Napoli più a suo agio con chi se la giocava che con le altre. Squadra capace di offrire un gran calcio quando dilagava, oppure quando era capace di non commettere distrazioni imperdonabili. Poi il secondo, ma prendetelo per quello che è, un'opinione personale in libertà che ho maturato appena ho visto le facce dei giocatori all'ingresso in campo, Insigne per primo. Non l'espressione concentrata di chi deve centrare il risultato, ma quella fortemente contrariata di chi poco prima ha avuto un diverbio molto pesante. È lecito ipotizzare che sia stato promesso un premio Champions che poi la proprietà si è rimangiata? Io propendo per questa opzione, che ovviamente non giustifica i calciatori. I soliti ben informati hanno riferito anche di screzi pesanti fra gli stessi giocatori, con quelli apertamente schierati con Gattuso e gli altri più tiepidi. Sarebbero volate parole grosse e anche brutte contrapposizioni fisiche. Neanche in questo caso ho mezzo elemento per mettere la mano sul fuoco, tanto più che Gattuso aveva praticamente già l'accordo in tasca con la Fiorentina e credo che sia lui che ADL sapessero che non c'era nessun margine per ricucire. Se poi De Laurentiis sa qualcosa di più, viste le sue allusioni alle scommesse internazionali, ce lo faccia sapere. Io faccio fatica a immaginarmi una combine economica, quando la contropartita sono cinquanta o sessanta milioni. Un flusso di scommesse così non passa inosservato. Alla fine irrita la sensazione che li consideriamo tutti colpevoli, squadra, società, tecnico, ma non abbiamo elementi per condannare nessuno. Ci sentiamo semplicemente presi in giro, traditi da tutti, quando avevamo già fatto la bocca a una rimonta insperata che avrebbe reso diverso questo mercato in cui il Napoli appare in grande difficoltà. Non i festeggiamenti per il quarto posto, siamo seri, ma neanche l'immobilismo condizionato da eventuali cessioni con il quale ci troviamo a fare i conti in un'estate piena di incertezze".








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