Delio Rossi: "Pandev giocatore unico. Con me rendeva bene perchè..."

Con Delio Rossi, il giovane Goran è diventato Pandev, quel Pandev che ha vinto tutto con l'Inter. Lo stesso, anzi, migliorato.
"Per quanto fatto alla Lazio devo ringraziare Delio Rossi. Con lui sono cresciuto come uomo e giocatore". Così parlò Goran Pandev ai tempi. Ora che la parola l'ha lasciata al campo, dove è protagonista di giocate esaltanti, al termine delle quali porta spesso le mani alle orecchie per esultare, qualcuno non si stupisce: "Goran non è una sorpresa per me - dice Delio Rossi a Sportmediaset.it -. Vederlo alzare la Champions mi ha fatto emozionare. Sono orgoglioso di lui".
Con Delio Rossi, il giovane Goran è diventato Pandev, quel Pandev che ha vinto tutto con l'Inter. Lo stesso, anzi, migliorato. E che si sta prendendo pian piano Napoli. Una sorpresa per tutti ma non per l'allenatore che lo ha lanciato, che gli ha dato fiducia e che lo ha fatto sentire importante: "Goran è così - spiega Delio Rossi - deve sentirsi amato dalla gente e considerato dal punto di vista tattico. Deve entrare nel vivo del gioco perchè è un giocatore unico per caratteristiche".
E pensare che quando il buon Delio arriva a Roma, su Pandev sente le solite vocine che distolgono. "Mi dicono che Goran conduce una vita sregolata, non da atleta: tira tardi la sera, mangia e tende a ingrassare. Insomma, non il massimo per chi vuole fare il calciatore. Ho voluto vedere se quanto si diceva sul suo conto fosse vero perchè con me questo tipo di giocatori non vanno avanti".
"Solo voci e niente più. Solo un po' pigro, sì, ma qui sta anche all'allenatore tirare fuori il meglio da un giocatore". Detto fatto. Ma come? "Si tratta del tipo di atleta che va pungolato, stimolato, deve sentire la tensione sempre alta. Quando faceva le cose buone - spiega Delio Rossi -, non gli dicevo mai nulla di buono, in modo che non si cullasse. Si arrabbiava spesso quando lo sostituivo ma è normale e cercavo di sminuire le sue giocate preziose in modo da tenerlo sulla corda".
Più bastone che carota per Goran che si è fatto le ossa ed è esploso. Ma già allora dava segnali positivi: "E' arrivato in doppia cifra da seconda punta e senza rigori, non male". Già, per niente. "Ora ha capito di avere un talento incredibile - spiega Rossi -, che deve essere curato e alimentato con un equilibrio psico-fisico che Goran ha trovato a Napoli. Mazzarri sa come utilizzarlo, lui è libero da pressioni e da vincoli tattici e per questo rende di più. Ma attenzione, non deve fare in modo di sentirsi già affermato. Lui può dare tanto e crescere in ogni gara, basta solo punzecchiarlo".
Tutto ciò che ha fatto Rossi che, di certo, non si sorprende nel vederlo così in forma. "Assolutamente. Mi sorprendo quando non lo vedo ai suoi livelli. Ha mosse particolari che ti mandano in porta con un solo tocco. Lavezzi? Non c'entra, lui è Pandev, una seconda punta o trequartista che sta trovando anche concretezza in zona gol. Alcuni allenatori lo facevano giocare esterno, ma non dava il meglio e veniva discusso". Da quando lo ha lasciato, Pandev ne ha fatta di strada, toccando il punto più alto nella vittoria della Champions: "Sono orgoglioso di lui. Ogni tanto ci sentiamo ancora, c'è stima reciproca".







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