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De Sisti: "Vlahovic-Juventus, mi ricorda Baggio. Sapete chi è la vittima?"


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Pubblicato nella sezione Interviste
De Sisti: Vlahovic-Juventus, mi ricorda Baggio. Sapete chi è la vittima?

Picchio De Sisti, ex calciatore e bandiera della Fiorentina, ha rilasciato alcune dichiarazioni a New Sound Level e ha commentato il passaggio di Vlahovic alla Juventus.


Giancarlo “Picchio” De Sisti, è stato intervistato ai microfoni de “il Diabolico e il Divino”, trasmissione in onda su New Sound Level. "Vlahovic alla Juventus? I giocatori sono nelle mani dei procuratori, gli unici che ci rimettono sempre sono i tifosi. È normale che Vlahovic avesse diverse ambizioni. Io democristianamente mi schiero nel mezzo, quello che sta suscitando adesso questa situazione è successo solo con Roberto Baggio, anche nel caso di Chiesa ci sono voluti giorni e mesi per elaborarlo. Vlahovic in questo momento è capocannoniere quindi si possono comprendere le ambizioni di un giovane che già dalla primavera aveva lasciato intravedere qualità eccezionali. È chiaro che ambisce a giocare le coppe e a prendere parecchi più soldi e mi sembra assolutamente comprensibile. Sapete chi è la vera vittima del sistema calcio? Il tifoso che si affeziona. Per come sono stato a Firenze io non lo farei, ma allora eravamo totalmente in mano alle società che decidevano per noi, ormai invece comandano i procuratori e non le società. Nel tempo quello che si innamora e che soffre per la squadra e per il calciatore è il tifoso, i procuratori fanno la pacchia. Non esistono più i sentimenti, i giocatori fanno gol e si baciano la maglia e dopo 4 mesi cambiano squadra e lo fanno di nuovo".


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Su Pellegrini: "Io credo che innanzitutto se potessi dargli un consiglio gli direi di arrabbiarsi di meno durante le partite e essere più sereno, senza arrabbiarsi per ogni palla. Io vedo giocatori in giro che al primo fallo si innervosiscono, ma se piangi ad ogni cosa che fai non vai da nessuna parte. Eppure i riconoscimenti li sta ricevendo, la società gli dà fiducia ed è sicuramente un giocatore che fa emozionare, come per il gol alla Juve. Secondo me però è troppo nervoso, deve migliorare quando la partita gli sfugge di mano".


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Su Totti e De Rossi: "Io credo che per il cuore che hanno dimostrato e che continuano a dimostrare dovrebbero far parte, con ruoli diversi, della società giallorossa, che ha reso loro grandi e che loro hanno reso grande. Dovrebbe essere quasi un passaggio obbligato, adesso ci sono gli americani che neanche conoscono i giocatori".

Sulla Nazionale: "Ottimisticamente io direi che ce la faremo, come la maggior parte degli italiani, anche perché abbiamo una partita non troppo complessa e il Portogallo con la Turchia dovrà faticare. Certo affrontare Ronaldo è sempre pericoloso, nonostante l'età, sotto porta fa sempre paura. Io credo però che questa squadra abbia un gioco ottimo, con uno dei migliori allenatori in circolazione e si vede che il lavoro ha dato i suoi frutti con il trionfo dell’Europeo. Certamente la vittoria qualcosa ti toglie ma sono fiducioso, piano piano ci riprenderemo".

Infine sull'idea di intitolare l'Olimpico a Paolo Rossi: "Non credo sia opportuno, Paolo Rossi ha molti meriti ma ci vuole un immortale per ottenere la dedica dello Stadio Olimpico, sono convinto che non metterebbe tutti d’accordo. Io non vedo in questo momento Paolo Rossi come adatto, nonostante sia sicuramente un nome nobile".


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Luca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.
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