De Rossi: "Non sono scemo, la Roma non mi ha telefonato per un anno! Cercherò una nuova squadra"

Daniele De Rossi ha parlato in conferenza stampa in merito al suo addio alla Roma dopo ben 18 anni di militanza.
Daniele De Rossi lascia ufficialmente la Roma dopo 18 anni, il capitano giallorosso ha parlato in conferenza stampa: "Cambiere qualcosa nella tua carriera alla Roma? Farei scelte diverse riguardo al quotidiano, episodi spiacevoli come cartellini rossi. Non tornerei indietro sulla scelta di dedicare tutta la carriera alla Roma. Se avessi la bacchetta magica metterei qualche coppa in bacheca. Sono sereno per questa scelta. Qualche errore l’ho fatto, ma sarebbe stato impossibile il contrario. I tifosi? Hanno dimostrato in tanti anni di tenere a me. Io ho fatto la stessa scelta, non li ho cambiati con la possibilità di vincere. Ho avuto l’occasione di andare via, ci siamo scelti a vicenda. Oggi sarebbe un dramma se dicessimo il contrario. C’è un grande amore che continuerà, non escludo che nei prossimi anni mi vedranno in qualche settore ospiti a tifare per i miei amici".
De Rossi ha aggiunto: "Quando mi hanno comunicato la decisione? Mi è stato detto ieri, ma non sono scemo. Lo avevo capito. Se nessuno ti chiama per un anno, la direzione è quella. Ho sempre parlato poco, perché non mi piace e non c’era niente da dire, inoltre non volevo distrarre la squadra. Ringrazio Fienga per l’offerta, anche Ricky Massara. So che c’è affetto e stima reciproca, forse si poteva andare avanti per uno o due anni, ma è una decisione globale. Io non posso fare diversamente da questo. Futuro? Ho sentito qualcosa, non ho chiesto niente a nessuno, non volevo distrarre me stesso dalla corsa Champions. Dopo controllerò tra i 500 messaggi se ci sono offerte. Ho voglia di giocare, sarebbe un torto che mi farei se smettessi. L’addio lo immaginavi così? Ho cercato di prepararmi mentalmente, senza immaginare. Questa è casa mia, sono entrato in quel cancello a 11 anni la prima volta. Io voglio giocare e loro non vogliono, non sono felice ma non ho rancore. Un giorno parlerò anche con il presidente e con Franco Baldini. Devo accettarlo altrimenti mi faccio male da solo. Da dirigente avrei rinnovato il contratto a uno come me. Ho giocato abbastanza bene, cerco di risolvere i problemi. Ma lo accetto".
De Rossi prosegue: "La Champions avrebbe influito? Non abbiamo mai parlato di soldi, quello non c’entra. Perché tutti questi addii dopo la semifinale di Champions? Il rimpianto che ho è che tante volte, anche con la passata gestione, è che tante volte ho avuto la sensazione che la squadra diventasse davvero forte per poi fare un passo indietro. Non entro nei numeri, spero che con lo stadio si diventi più forti. Molti sono andati via e mi hanno detto “come stavo bene a Roma”. Qua si sta bene, è una piazza calda di cui hanno bisogno i giocatori. La Roma è forte e ha futuro. Si dovrà sbagliare il meno possibile, qualcosa si è sbagliato ma non ne parliamo oggi. Quando hai capito che sarebbe finita così? La consapevolezza è cresciuta durante l’anno. Con Monchi avevamo parlato, ma mi aveva rassicurato il fatto che non ci fosse più lui. Io ho firmato due anno dopo l’addio di Totti e già c’era incertezza. Cosa farò dopo? Il 27 maggio ho un aereo alle 3 e ne ho bisogno. Poi penserò a trovarmi una squadra. Vediamo, ne devo parlare a casa e con me stesso".







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