De Laurentiis: "Se non mi danno lo stadio, me ne vado a Los Angeles! Situazione molto grave"

Aurelio De Laurentiis parla al convegno 'Napoli, Città e Salute', organizzata a Città della Scienza.
Aurelio De Laurentiis parla al convegno 'Napoli, Città e Salute', organizzata a Città della Scienza. "Ci sono tanti denigratori: sento parlare di scudetto, dico che il piazzamento d'onore non è da poco. Abbiamo osservato le regole come ho sempre fatto nel cinema, dove non mi sono mai permesso di fare un pagamento a nero. Non vado d'accordo con le istituzioni del calcio: da quando sono arrivato, il Napoli è arrivato al quindicesimo posto del mondo. Con l'addio di Mazzarri si apre un nuovo ciclo che continua la nostra filosofia e la nostra scelta che in nove anni ci ha visto passare dalla serie C ad essere una delle squadre più importanti d'Europa. Il presupposto fondamentale per la crescita è la risoluzione del problema stadio. Da sempre io ho aderito al fair play finanziario, i nostri bilanci sono in attivo. Siamo una realtà solida e concreta. Siamo all'avanguardia, proprio come abbiamo fatto per il passaporto ematico. Serve uno stadio moderno e accogliente, all'interno del quale ruotino attività commerciali che favoriscano l'autofinanziamento della squadra con guadagni da reinvestire, una volta ammortizzati i costi. Lo stadio del Napoli deve essere un'attività a 360 gradi come accade nelle grandi capitali europee. Ho visto, ad esempio, l'Emirates dell'Arsenal: è molto bello. Le inglesi possono permettersi di investire di più. L'Atletico Madrid ha ricavato addirittura un cimitero per farsi seppellire lì come vero tifoso dei colchoneros. Se lo facessimo a Napoli, sarebbe clamoroso. Noi non lo faremo, ma abbiamo un grande progetto, molto ambizioso legato alla salute: vogliamo realizzare una clinica dello Sport all'interno dello stadio. Devono confluire tutti i specialisti che collaborano con noi, sarà una struttura multi-disciplinare. Sarà un centro di prevenzione e non solo: potremmo organizzare anche master. Mi rivolgo al Sindaco: il progetto va risolto alla base, a partire dalle licenze. Abbiamo delle incombenze da risolvere: la Coppa America, il Giro d'Italia sono attività uniche, ma il calcio è permanente e non si ferma mai. Per giocare al San Paolo le coppe europee, lo stadio dovrà essere pronto entro il 30 giugno. Al momento abbiamo ottenuto l'approvazione perchè abbiamo indicato come sede il Renzo Barbera di Palermo. Serve un certificato di agibilità dello stadio San Paolo, ma c'è chi fa ostruzione ed è il suo vice Attilio Auricchio. Prima ci veniva rilasciato entro il 31 marzo, ora non sappiamo quando arriverà: è una situazione molto grave, non potremmo giocare manco il campionato. Si è fatto avanti il Sindaco di Caserta. Io per costruire uno stadio pre-fabbricato, ci metto sei mesi. Magari un giorno in meno rispetto a quanto ci ha messo Cellino che aspetto in Lega. Se non si risolve il problema, io me ne vado a Los Angeles e non investo più. Se il calcio a Napoli è una cosa che funziona, bisogna svegliarci e sostenerlo. Io starò molto a Los Angeles, ma ci rimango se resto da solo. La ragione è dei fessi. Difendo sempre Napoli. Il Sindaco è sensibile allo sport, lo ha dimostrato con la Coppa America e con il ciclismo: ora è arrivato il momento di investire sul calcio. Faccio una proposta: facciamolo assieme".







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