De Laurentiis: "Sarri comunista che pensava al denaro. Sua moglie non poteva venire sugli spalti"

Il presidente azzurro a margine di un suo intervento al Corriere del Mezzogiorno ha rilasciato anche dichiarazioni su Sarri.
Aurelio De Laurentiis a margine di un suo intervento al Corriere del Mezzogiorno ha dichiarato: "Sarri? l'ho scelto io contro il parere di tutti: la città fu tappezzata di manifesti contro di me all'epoca. Lui ha saputo farsi amare anche dalle frange più estreme. È un individualista, uno che ha sofferto sui campi in terra, in mezzo ai sassi; soffriva perché veniva esonerato dopo sei partite. Poi ha avuto la cavalcata dalla C alla A e quando abbiamo perso 4-2 contro di lui ho pensato che fosse quello giusto".
Il presidente ha poi aggiunto: "Volevo Mihajlovic in panchina, ma non mi convinse perché era troppo energico e costringeva i calciatori a seguirlo. L'altro mi sembrava una persona mite, ho scoperto che era troppo insoddisfatto dei suoi trascorsi. Per un comunista basare tutto sul dio denaro portava ad una sindrome di insopportabilità. Lo trovavo uno fuori giri, la moglie non poteva venire sugli spalti".







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