De Laurentiis: "Non credevo più in Insigne, Mertens e Koulibaly. Scudetto? Sembrava bestemmia"

Il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis ha rilasciato una lunga intervista al Financial Times per parlare del trionfo della sua squadra.
Il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis ha rilasciato un'intervista al Financial Times per parlare dell'impresa della sua squadra: "Il calcio italiano non progredisce perché le decisioni non vengono prese in fretta. Quando sei un fondo di investimento, cosa sai della gestione di un calciatore? Il problema è che il calcio è composto da due mondi: è uno sport e un’industria. Se non vinci, ai tifosi non importa se sei bravo col bilancio. Per loro, è meglio che tu fallisca. Ma devi vincere. Addio Insigne, Mertens e Koulibaly? La loro voglia di vincere era esaurita. Non credevo più in loro. Forse mi sbagliavo. Ma io sono il proprietario. Io decido. Adesso il Napoli è un gruppo, e non una sola stella".
Inoltre, il patron, prosegue: "Mi è stato chiesto qual è il tuo obiettivo quest’anno perché hai lasciato andare i giocatori più importanti e ingaggiato persone sconosciute. Quando ho detto loro che il mio obiettivo è vincere lo scudetto, sembrava che stessi bestemmiando. Ma abbiamo vinto".
Sull'acquisto del club nel 2004 aggiunge: "Ho messo sul tavolo 37 milioni di euro solo per comprare un pezzo di carta, e abbiamo iniziato la nuova avventura".
"Abbiamo avuto successo perché ho iniziato ad applicare al mondo del calcio ciò che ho imparato dal mondo del cinema in molti anni. Il mio obiettivo era vincere, pur rimanendo sostenibile finanziariamente".
Il patron del Napoli, poi, chiosa: "Non conoscevo le regole del calcio. Quando ho comprato il Napoli, per me, era un terreno completamente nuovo. Ma, per me, era importante mescolare film e sport, fornire contenuti per quella che era in passato la tv e ora le piattaforme".








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