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De Laurentiis: "Napoli? Cederò il Bari. Il futuro di Spalletti e la scelta di Castel Volturno"


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Pubblicato nella sezione Interviste
De Laurentiis: Napoli? Cederò il Bari. Il futuro di Spalletti e la scelta di Castel Volturno

Aurelio De Laurentiis è stato chiaro: "Se le regole non cambiano, venderò il Bari di cui si occupa mio figlio. Popolo straordinario che merita la Serie A".


Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di DAZN e ha fatto il punto sul club partenopeo e anche sul Bari. "Perché Castel Volturno? Si respira aria di mare e siamo lontani dalle grandi città, quindi non è inquinata. Io ho fatto trivellare fino a 20 metri di profondità per vedere se ci fosse qualcosa e non ho mai trovato nulla. Campionato? Siamo partiti con 11 risultati positivi, 10 vittorie e 1 pareggio, forse ci siamo basati su questa partenza come se fosse la Ferrari, che a Imola cade. Poi cominciano con il Covid, Coppa d'Africa, tutta una serie di limitazioni e il lavoro non è più facile. E poi c'è da considerare che non giochi da solo, ci sono 10-12 squadre che si sono rafforzate rispetto al passato. Io ho voluto vedere come vengono allenati, quanto si impegnano, se c'è qualcuno che fa il lavativo... Ho visto dei ragazzi perfetti".


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Poi su Spalletti: "Ha un contratto per due anni più opzione per un terzo anno a mio favore che non voleva firmare ma a casa mia si fa così. Poi non ti va più di stare a Napoli perché sei lontano da tua moglie e tua figlia, o non condividi la proprietà o lo stare a Napoli, vieni da me, siamo uomini di 73 anni e 62 anni, mi dai la mano e non succede nulla. Ho scelto sempre in prima persona, Spalletti l'ho scelto nel mese di gennaio dell'anno scorso. Andai a Milano nel suo bosco verticale di Milano di nascosto, era il 20 gennaio".


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Sulle cessioni: "Vediamo un attimo, perché a parlare sono tutti buoni però mettere denaro vedere cammello. Il Napoli spendeva il doppio dell'Atalanta già sei anni fa. Il Milan potrebbe essere un giusto riferimento. Il giusto riferimento non è il monte ingaggi ma la qualità dei calciatori. Mi sono sentito dire che magari prendo uno da una determinata squadra, ma io valuto le qualità morali e tecniche".

Infine sul Bari: "Popolo straordinario, se ne occupa Luigi, mio figlio. C'è un regolamento della Federcalcio, ma non sono d'accordo. La UEFA permette ad un figlio e ad un padre di avere due club che partecipano alle coppe europee. Se continuerà ad esistere questa norma autoritaria di Gravina e noi non riuscissimo a vincere i ricorsi, ce ne faremo una ragione ed entro il 2024 il Bari sarà venduto. Cercheremo di portarlo in serie A, perché ha un milione e duecentomila tifosi. E' l'ottava squadra italiana per tifosi".


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Luca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.
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