De Laurentiis: "Insigne bandiera! Scudetto? Piatto ricco mi ci ficco. Su Reina e Koulibaly..."

Aurelio De Laurentiis ha rilasciato alcune dichiarazioni in conferenza stampa. Queste le parole del presidente dal centro tecnico di Castel Volturno.
Aurelio De Laurentiis ha rilasciato alcune dichiarazioni in conferenza stampa. Queste le parole del presidente dal centro tecnico di Castel Volturno: "Lorenzo Insigne la bandiera del Napoli? Assolutamente. A me fa molto piacere che sia la bandiera perchè serve il tempo per costruire delle cose durevoli. Noi - non mi stancherò mai di ricordarvelo - abbiamo aperto una pozza in un deserto, perchè quando sono arrivato c'era il deserto. Mi è stato dato un pezzo di carta e mi è stato detto: 'Comincia', ma non c'era nulla. Ci si dimentica dei tempi bui, si parla di stadio e vivaio mancanti, di sofferenza per le giovanili.. però, lavorando a testa bassa, con quel poco che abbiamo, che comunque è tanto, perchè la differenza la fanno i cervelli, dal vivaio si tira fuori un Lorenzo Insigne. E in futuro ne arriveranno altri come lui. Napoli, come città e contesto, ha vissuto un periodo terribile: il periodo della monnezza, delle tossicità nascoste, della cancerosità... per non parlare, poi, di quella che è l'incapacità di tutelare il territorio campano e italiano. Nonostante le difficoltà sul territorio, abbiamo avuto successo lavorando con intelligenza, onestà intellettuale e grande senso di umiltà. Questa è una parola abusata, sembra quasi una panacea che risolve tutti i problemi, ma per uno come me, abituato ai palcoscenici luccicanti del cinema che racconta in maniera spettacolare tutto, anche gli scenari più beceri, capace di rendere 'Il Padrino' o 'Gomorra' strumenti che fanno sensazione e permettono di scoprire la famiglia, l'umiltà è importante. Abbiamo vissuto in una città molto difficile, con due sindaci e due presidenti della Regione molto diversi. Siamo rimasti al nostro posto, capendo di dover essere dirompenti per fare la nostra strada. Non ci siamo negati nulla, ci siamo presi ciò che era giusto prenderci. Così, abbiamo costruito con le nostre forze ciò che potevamo. Anche in un calcio malato. Qui, la memoria fa paura a tutti quanti; ma non dobbiamo dimenticare che siamo entrati nel calcio alla vigilia di Calciopoli, che continua a creare dubbi sull'onestà di questo sport. Non posso dire che il secondo posto è come uno scudetto, però possiamo dire che prima o poi ci prenderemo il 'Super Scudetto'. 'Piatto ricco mi ci ficco' è sempre stato un mio motto. La competizione eccita il pubblico, succede anche nel cinema. Nel calcio sono arrivati i cinesi: ben venga l'Inter o il Milan di turno, a patto che non vengano a scassare il pasticciotto a noi in casa nostra, sennò i 'vaffa' si sprecano. Tutti quanti, tra gentiluomini, se le istituzioni ce lo permetteranno, contribuiremo a far crescere il calcio italiano. Il giovane Gaetano della Primavera? Ci piace. Lui l'Insigne del futuro? No, è unico: su Lorenzo c'è il marchio di fabbrica. Insigne gioca un calcio suo, non paragonabile a nessun altro. Il fratello? Non facciamo copie conformi. Roberto lavora bene, sta in una squadra seria e speriamo vada avanti sempre più, migliorando se stesso. Lorenzo ha grande amore per la sua terra. Marek Hamsik non è napoletano ma ha lo stesso amore, però non succede con tutti. Siamo bravi architetti, non abbiamo paura di perdere pezzi importanti in itinere. Far rimanere le persone malvolentieri non conviene a nessuno. Se non ti radichi sul territorio, non va bene. Questa città la devi amare: se la odi, te ne devi andare. A chi dice 'no' a Napoli, rispondo: 'Ma chi ti ha chiamato? Vattene'! Stare qui non è come stare a Torino o Manchester. La storia di Napoli ti coinvolge, non è sempre la solita pappa, ma un insieme di migliaia di storie che ti appartengono e rapiscono. Non puoi abbandonare un contesto così importante come la napoletanità. Delle volte, a chi mi accusa di non essere napoletano, io dico: 'Ma tu che ne sai!? Non hai avuto il privilegio di avere un nonno, un padre, delle zie e degli zii che mi hanno raccontato la Napoli dei fatti'. Mio padre mi portava a Napoli l'ultimo giorno dell'anno, andavamo in hotel e apriva la finestra per farmi vedere lo spettacolo del porto, e da lì nasce la mia passione per i fuochi d'artificio. Tutto ciò ti rimane dentro. Se perderemo qualche pezzo per strada, ce ne faremo una ragione. Per Dries Mertens il discorso è diverso, la situazione familiare che ha la conoscete. Con Maurizio Sarri ha segnato tanto, magari altrove non farebbe così. Mercato? Tra me e Cristiano Giuntoli, quando si parla di mercato, c'è grande dialogo. Sono sempre in minoranza, con lui e Sarri, ma imparo e mi diverto. Ciò denota che, ad un certo punto, la SSC Napoli è un contenitore di bandiere inaffondabili come Lorenzo e Marek, mentre il resto è in fieri. Se cambiassimo allenatore, qualcuno più catenacciaro al suo posto farebbe un gioco diverso. Sarri l'ho voluto io, mi ha convinto quando ci ha battuto 4-2 con l'Empoli. Le cose non si possono definire in maniera matematica. Il nostro progetto è nato dodici anni fa. Sono fiero d'aver fatto dei passi da gigante. Il Napoli è il film che mi è riuscito meglio. Non mi sono mai stancato; non mi sono mai sentito offeso o abbrutito dal lavoro, ma sempre fortificato. Chi vivrà, vedrà. Esistono oggetti del desiderio come Lorenzo che sono incedibili; per altri, invece, in caso di cessione, ce ne faremo una ragione. Arkadiusz Milik? L'anno prossimo sarà divertente e interessante avere tanti giocatori in doppia cifra. Non dimentichiamoci di Leonardo Pavoletti: c'è abbondanza, abbiamo l'imbarazzo della scelta. Magari servirà qualche esterno. Mi chiedevano delle offerte del Chelsea per Kalidou Koulibaly, ma bisogna capire quanto un calciatore voglia restare. Se lo vendiamo, non vuol dire che siamo deboli. In difesa, abbiamo l'iradiddio. Forse non avete capito che, per uno come Sarri, che nono conosce approssimazione ma solo la perfezione, diventa difficile far assimilare ciò che vuole. Bisogna sperimentare e ,quando si arriva in un contesto nuovo, servono mesi. Se abbiamo investito 23 milioni per Nikola Maksimovic, è perchè lo riteniamo un calciatore fortissimo. Raul Albiol ha un cervello strepitoso, che non ha nulla che vedere con fisicità, età e muscolarità. E' un regista. Poi entra Lorenzo Tonelli che fa tre gol e diventa una sorpresa. Non ho nulla da rimproverare da nessun giocatore. Vorrei trattenerli tutti, cercherò di non far partire nessuno. Se qualcuno cheidesse di partire, o qualche folle si dicesse disposto a pagare clausole molto alte, allora ce ne faremo una ragione. Insigne è nato nel vivaio, affronta le situazioni anche a brutto muso e le negozia. Clausola? Sarei un fesso e un maleducato a mettergli la clausola: sarei un pazzo. Nemmeno Hamsik la tiene. Lo stesso vale per Reina. Che attore sarebbe Insigne? Nel '700 era proibito leggere i testi importanti, era vietato: ti arrestavano. Uno scugnizzo di Sorrento, a quel tempo, viveva col parroco perchè senza genitori. Il parroco aveva tanti testi, questo ragazzo li leggeva e, a dodici anni, divenne colto. Lo volevano arrestare, una zia lo imbarcò e lo mandò a New York. Questo ragazzo si imbarcò vicino a dei muli. Lì trovo dei testi di agronomia. Un agronomo si accorse di lui e lo portò con sè in Canada, dove il ragazzo divenne un grandissimo pioniere e contaminatore delle tribù indiane, insegnando loro a coltivare la terra. Questo per dire che auguro a Lorenzo di fare la differenza e fare un excursus tale che, a 120 anni, possa raccontare i suoi furori, le sue azioni mirabolanti ai nipoti e pronipoti. Novità nel calcio? Mi piacerebbero quattro tempi con interruzioni e capacità di far ruotare tutti i calciatori, un po' come avviene nel basket. Sarebbe bello per far sentire tutti parte del progetto. Dopo la moviola, passiamo alla cancellazione dell'intervallo da 15 minuti. I ragazzi di oggi non vogliono aspettare i 90 minuti, vengono dal mondo dei videogames, hanno un'altra cultura, non leggono. Servirebbe una bomba, di quelle che non fanno male a nessuno, per far saltare il sistema. E' l'unica cosa che servirebbe. Il futuro di Pepe Reina? Ha un contratto per un altro anno, per noi è un punto fermo. Ha fatto molto bene e non capisco quali problemi ci possano essere. Certo, noi dobbiamo pensare anche al futuro e, in quest'ottica, ci serve gente matura e non ragazzi bravissimi ma giovani. A quel punto, servirà la capacità di gestire due primedonne, cioè due calciatori ugualmente utilizzabili. Insomma, serve qualcuno con un età compresa, al massimo, tra i 25 e i 28 anni. Tornando su Insigne, voglio ringraziare Giuntoli e Chiavelli, ma anche i tre agenti di Lorenzo, sempre molto garbati. Senza la stretta di mano tra me e il papà, però, si sarebbe fatto giorno (ride, ndr)".







Napoli-Frosinone: 3-0, commento e analisi in 3 minuti
Il Napoli ha già scelto il sostituto di Anguissa
Napoli, calendario Champions 2026-2027: data e ora delle 8 gare
"1 agosto 1926", coro e testo
"Sono napoletano", coro e testo
Guarda tutti i video pubblicati su AreaNapoli.it
