De Laurentiis: "Ecco la verità sul ritiro. Vi do una notizia bomba sulla prossima serie A! Il Wolfsburg è forte. Reina? La moglie non..."

Il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Radio Goal, trasmissione in onda sull'emittente ufficiale del club azzurro.
Il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Radio Goal, trasmissione in onda sull'emittente ufficiale del club azzurro. "La partita contro il Wolfsburg sarà molto importante. Il campionato tedesco sta crescendo molto, i miei amici della Volkswagen sono i proprietari di questa squadra che sta andando molto bene e sono stati sponsor del Napoli per un paio d'anni, sarà molto divertente vederci contrapposti in questa sfida. Sempre meglio iniziare fuori casa e chiudere poi al San Paolo. Lo abbiamo visto anche contro il Borussia Dortmund. Si cerca sempre di valutare bene il ritorno in casa perchè te la puoi giocare in maniera diversa in base al risultato dell'andata. Il vero tifoso vuole vincere ora, sempre e subito, non bada ai precedenti, lo so. Quando si parla a vanvera e si dice che quest'anno ho investito poco, ricorderei che l'anno scorso ho speso 98 milioni. Non si può fare sempre così, altrimenti tra un po' torneremmo in Serie C. Capisco che i tifosi vorrebbero sempre lo Scudetto, però un conto è sognare e un conto è la realtà dei fatti. Partiamo sempre con le migliori intenzioni, poi, lungo la strada, possono esserci vantaggi e svantaggi. Il fato è dietro l'angolo, le cose si possono prevedere fino ad un certo punto. Reina? Quando gli abbiamo offerto un compenso cospicuo, ha accettato uno stipendio maggiore dal Bayer Monaco, col quale non possiamo competere perchè fa un fatturato tre volte e mezzo il nostro. Inoltre, Pepe aveva poi un problema familiare perchè la moglie non voleva restare a Napoli. Se compro un portiere della Nazionale Brasiliana e giovane, lo devo anche far crescere per capire quanto vale. Abbiamo anche un bravissimo napoletano, Sepe, nell'Empoli, che non può aspettare trentadue anni per tornare a Napoli. Ci sono delle impostazioni sbagliate, che rispetto in qualità di tifoso, ma bisogna costruire, altrimenti sarebbe inutile avere i vivai e investire nello stadio. Quest'anno investirò i miei soldi nel San Paolo, rinuncerò ad un paio di film per dedicarmi per due anni allo stadio, perchè le cose le voglio gestire personalmente. Sarà un mio difetto o pregio, ai posteri l'ardua sentenza.
Fiorentina? Una bellissima squadra, come la nostra. Sarà sicuramente una partita al cardiopalma. Abbiamo due grandi allenatori, il loro è anche napoletano. I Della Valle sono miei soci nel parco di Cinecittà, ci vogliamo bene e quindi mi aspetto una gara nel massimo della sportività. Ritiro? Io non vado dietro ai pettegolezzi e le false piste. La mia non è stata una decisione punitiva, non è un mio concetto culturale. Il fatto di andare in ritiro serve per creare una concentrazione. Quando dico che Napoli è una città bellissima e che può vantare Capri, Ischia, Pompei, le camicie su misura, la miglior sartoria possibile r il cibo migliore del mondo, faccio riferimento a cose che possono creare appeal e distrazione. Quando si finisce un allenamento a metà giornata ci si può anche distrarre, il che significa anche guardare le vetrine con la propria moglie o immergersi in una sincopata partita ai video games. Quello che ho voluto dire col ritiro è che, d'ora in poi, servirà la massima concentrazione. Non ci si può più distrarre. La frequentazione forzata a fin di bene crea anche una solidarietà di gruppo. Non dobbiamo dimenticare che nelle squadre italiane alberga molta eterogeneità . Oltre a qualche napoletano e degli italiani, ci sono belgi, svizzeri, sudamericani, spagnoli, francesi. Siamo stati la terza squadra al mondo a fornire più giocatori al Mondiale. Rimanere ognuno nella propria privacy, con le mogli e quant'altro, non crea quella compattezza che bisogna assolutamente avere quando si gioca ogni tre giorni. Bisogna essere tutti per uno e uno per tutti. Poi può anche essere che qualche mio collaboratore dissenta con la mia mentalità, però certe decisioni spettano solo a me e a nessun altro, specie nei momenti in cui mi rendo conto che, pur avendo l'attacco più forte d'Italia, mostriamo defaillance e dimenticanze in difesa e non segniamo più. Siamo perdenti da troppe partite, allora qualcosa che non va c'è e per ritrovare l'entusiasmo si deve stare insieme, confrontarsi, amarsi, stimarsi, appoggiarsi l'un l'altro. Vorrei che si smettesse, come fatto da qualche organo di stampa, di parlare di punizione. Non ho mai punito in vita mia un figlio o licenziato un dipendente! Stiamo scherzando? Ho una segretaria di 84 anni che ancora lavora con me, io sono per il dialogo. Ma non tra presidente e calciatori, bensì tra giocatore e giocatore. La squadra deve capire di essere un 'corpus unicum', dove tutti sono delle stesso livello, senza più bravi o meno bravi. Allora mi chiedo: perchè stiamo perdendo? Perchè ci stiamo distraendo? Il ricompattamento deve venire dai calciatori, devono esprimerlo come obbligo di attaccamento alla loro professione, alle famiglie, alla maglia e ai tifosi. Vi do una primizia: sono in Lega a lavorare e stiamo cercando di verificare se la prima di campionato dell'anno prossimo, SKY permettendo, ce la giocheremo in dieci città diverse, in modo da superare i confini. E' una bomba. E' un'idea non mia, di Silva, e che ho abbracciato subito. E' una bellissima intuizione. Si è partiti da Londra per poi arrivare a New York, Parigi, Pechino, Shanghai e via dicendo. Sto cercando di convertire i pizzaioli napoletani a fare una pizza un po' diversa, per poi esportare un modello completamente travolgente anche nel resto del mondo, partendo da un prodotto organico leggero. Qualche giorno fa sono entrato in una nota pizzeria e mi sono 'incazzato'. Ho assaggiato tante pizze diverse, ho mangiato e digerito benissimo, ma poi ho dormito male a causa della partita. Le prime due pizze ce le dobbiamo cucinare tra tifosi. Montiamo dieci forni a Castel Volturno, invitiamo i tifosi e le loro famiglie, con dieci forni a disposizione vedremo chi tra Curva A, Curva B e Tribune cucina meglio la pizza. In palio dieci abbonamenti".







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