De Laurentiis: "A Milano o Torino sarebbe successo? Ho tre precisazioni da fare"

La questione San Paolo tiene banco in casa Napoli, il presidente azzurro Aurelio De Laurentiis ha rilasciato una lunga intervista ad Il Mattino.
La questione San Paolo tiene banco in casa Napoli, il presidente azzurro Aurelio De Laurentiis ha rilasciato una lunga intervista ad Il Mattino.
Presidente, de Magistris le ha lanciato un attacco pesantissimo, che si può così sintetizzare: De Laurentiis faccia presto a mettere i soldi, altrimenti passo a un piano B.
"Chiediamoci che cosa sarebbe accaduto in un'altra città, Milano o Torino per esempio. Bene, se il presidente della squadra locale avesse fatto una proposta attraverso atti ufficiali, e il sindaco e l'amministrazione fossero stati insoddisfatti, mica il sindaco sarebbe andato a parlare in radio, sul web e in televisione. Avrebbe mandato una comunicazione scritta, spiegandole ragioni della sua insoddisfazione. Anzi, molto probabilmente – perchè così fa una persona seria – avrebbe, prima ancora, cercato un incontro riservato con il proponente per spiegargli queste ragioni".
Il sindaco contesta serietà e fattibilità della sua proposta.
"Ma è corretto, di fronte a un procedimento amministrativo in corso, andare sui media a sparare a zero sulla proposta? Io voglio capire perchè il piano non piace. E non è che lo si può dire con battute estemporanee o un filmino di pochi minuti. Ma che razza di modo di fare è questo?".
Secondo De Magistris, i soldi per questa operazione, 20milioni, sono pochissimi.
"Su questo voglio dire tre cose, chiare. La prima: a De Magistris io ho detto a casa mia, alla presenza di Auricchio, che volevo cacciare di tasca mia all'incirca 20 milioni. E gli ho detto esattamente quello che volevo fare. Avevo con me un appunto con un elenco dettagliato di 30 interventi, gli e li ho letti tutti, uno per uno, e li abbiamo commentati. Non solo non fece obiezioni, ma, al contrario, espresse soddisfazione per la volontà di mettere sul tavolo tanti soldi in un momento così difficile in generale e in un contesto economico, sociale e ambientale così depresso e disincentivante come quello napoletano. Ha cambiato idea? Liberissimo. Ma deve spiegare perchè".
La seconda precisazione?
"Il sindaco non può dire: "Il presidente ci dica che cosa vuole fare e noi valuteremo se la proposta è tecnicamente ed economicamente congrua assumendoci la responsabilità di dare una risposta definitiva entro fine ottobre". Queste parole di De Magistris sono assurde e prive di significato. Infatti noi abbiamo consegnato uno studio di fattibilità redatto dall'architetto Zavanella, colui che ha progettatolo Juventus Stadium, il 15 luglio scorso e un piano economico e finanziario redatto da specialisti della materia e consegnato al Comune il 31luglio. Da questi documenti si evince la realizzabilità dei 30 punti concordati attraverso l'impiego dei 20milioni messi a disposizione. Tra gli elaborati graficie siste anche la progettazione di massima delle aree commerciali e di riqualificazione di piazzale Tecchio per le quali avevo cercato e già trovato eventuali partner interessati a questa fase integrativa dei 30 punti in relazione alla quale il volume degli investimenti sarebbe significativamente aumentato. Ma la priorità rimaneva la sistemazione dello stadio attraverso quei 30 punti. I 20milioni riguardano solo la prima fase, quella strettamente attinente all'impianto. Se poi ci dovesse essere l'ok del Comune, con altri investitori potrà partire la seconda fase, quella della riqualificazione di tutta l'area, che comporterà un investimento d'importo superiore. Quindi non è corretto dire che la proposta"pesa" solo 20 milioni. Certo, gli investitori andranno poi contrattualizzati per quanto riguarda le aree commerciali, ma conto di riuscirvi. Però è un'impresa titanica. È colpa mia se quando sentono Napoli scappano? Se prima mostrano interesse e poi, se sono stranieri, s'informano e declinano l'invito a investire? Ecco, se fossi al posto del sindaco mi preoccuperei di questo più che di fare polemica col Napoli".
De Magistris sostiene che ci siano altri soggetti interessati al San Paolo.
"E io li voglio vedere questi soggetti. Sono curioso di sapere chi sono, quanti soldi sono disponibili a tirare fuori, per fare cosa. Tra il dire e il fare, c'è di mezzo il mare".
La terza precisazione?
"Ecco, dire che 20 milioni sono pochi è un'astrattezza. Che significa? Sono pochi rispetto alle cose che il Napoli ha proposto di fare? Sono pochi perchè bisogna fare cose diverse? Sono pochi perchè bisogna fare cose ulteriori? Intanto sono investiti subito e generano interessi passivi che gravano per molti anni e aumentano notevolmente il costo dell'operazione".
Il sindaco si è irritato perchè lei ha definito"un cesso" il San Paolo e ha ricordato che in questo stadio il Napoli ha vinto lo scudetto.
"Sì, come no, e s'è pure distratto. Ha detto che lì Maradona ha vinto lo scudetto, dimenticando che ne ha vinti due. Maradona e il Napoli hanno vinto l'ultimo titolo nella stagione'89-'90. Capito? Stiamo parlando di venticinque anni fa. Lo stadio nel frattempo si è usurato e la manutenzione è stata pessima nel corso di tutti questi anni, nessuna amministrazione esclusa. Quindi, per favore, lasciamo stare le battute e anzichè impiccarci a un'espressione poco elegante che posso avere usato e che ha turbatola sensibilità del sindaco, guardiamo alla sostanza. E la sostanza è che quando siamo noi a occuparci di una cosa, lo facciamo alla grande. C'è una sola parte del San Paolo su cui noi abbiamo avuto piena ed esclusiva responsabilità: il campo di calcio. Bene, l'abbiamo portato a essere il migliore d'Italia. Punto, fine della discussione. Rispetto alla gestione pubblica della cosa – anche se per motivi che certo non sono imputabili tutti a De Magistris – mi spiace ma 'nego paritatem'".
Trapela che, se non arriverà un'altra proposta dal Calcio Napoli, de Magistris andrà avanti con il crowd funding.
"Mah... Premesso che io reputo la mia proposta serissima, quella del crowd funding mi pare una cosa molto astratta e teorica. Però, per carità, se la proposta del Calcio Napoli non piace, auguri. Ma auguri sinceri. Io voglio che la città e la squadra abbiano uno stadio migliore di quello attuale, confortevole e ospitale, e ho presentato un piano di fattibilità per certi interventi. Un piano certamente migliorabile, perfettibile, integrabile, ma non stravolgibile. Se poi qualcuno immagina la luna, progetti fantasmagorici, mirabolanti, dovrà spiegarlo a noi, ai cittadini e ai tifosi. E, soprattutto, dovrà fare da solo, o comunque senza il Calcio Napoli, che è una società se-ri-a (scandisce le lettere, ndr). L'importante comunque è essere chiari. La guerriglia contro la società non aiuta la squadra, non crea un clima di unità e di serenità idoneo a farla crescere, a sollecitare investimenti. È difficile puntare a obiettivi alti se dal Comune continuano a sparare addosso al Napoli".
Perchè lei e de Magistris non riuscite a prendervi?
"Non è così. Lui a me sta simpatico. Io lo incontro, ci parliamo, raggiungiamo un'intesa, ci stringiamo la mano, ma poi la sua parola non viene mantenuta. Non so se è lui che cambia idea, se è la macchina amministrativa e burocratica che asfissia e sabota ogni iniziativa, o che altro accade. Io ci ho provato, tante volte, a costruire un rapporto sereno, personale e istituzionale. Ma per ogni passo avanti, poi ne facciamo due indietro. Comunque, aspettiamo adesso cosa deciderà il consiglio comunale il 7 ottobre perla proroga e soprattutto che cosa deciderà l'amministrazione sulla proposta che abbiamo formalizzato a luglio. Aspettiamo un riscontro ufficiale, non certo un video messaggio".







Napoli-Frosinone: 3-0, commento e analisi in 3 minuti
Il Napoli ha già scelto il sostituto di Anguissa
Napoli, calendario Champions 2026-2027: data e ora delle 8 gare
"1 agosto 1926", coro e testo
"Sono napoletano", coro e testo
Guarda tutti i video pubblicati su AreaNapoli.it
