De Cristofaro: "Sentito cosa hanno detto a Rete 4 sul Napoli? Da non credere"

Giuseppe De Cristofaro scatenato sui social dopo la vittoria dello scudetto da parte del Napoli di Luciano Spalletti.
Giuseppe De Cristofaro politico napoletano, esponente di Sinistra Italiana, senatore della Repubblica e presidente del gruppo misto che il 9 agosto 2020 è passato al Ministero dell'università e della ricerca guidato dal ministro Gaetano Manfredi (attuale sindaco di Napoli). Ha pubblicato un post che sta facendo molto riflettere e discutere. Queste le sue parole: “Napoli vince lo scudetto, ma perde il reddito di cittadinanza” ho fatto fatica a credere che questa frase sia stata pronunciata davvero ieri a Rete 4 dopo la vittoria del Napoli. È sempre la destra. La sua cultura dell’odio e dell’intolleranza verso il diverso, il migrante, il povero e stavolta, come pur accade di sovente, verso un generico napoletano che vivrebbe a scrocco sulle spalle dei contribuenti del nord. Ed è anche la mancanza del pur minimo senso del pudore e del rispetto che permette a un messaggio così esplicitamente razzista e classista di essere diffuso da una rete televisiva di rilievo nazionale".
Poi ha aggiunto: "Mediamente, Napoli che vince non piace alla destra perché alla destra piacciono i poveri che perdono. Anche quando si tratta solo di pallone e io sono il primo a essere convinto che va rigettata sempre e comunque la retorica del riscatto attraverso il risultato sportivo. Perché il riscatto è una cosa seria per la quale serve un investimento di capitale umano e risorse. Serve volontà politica, non le narrazioni di comodo di undici ragazzi che inseguono un pallone, capaci comunque di dare una grande gioia alla mia città e ai suoi tantissimi tifosi emigrati in giro per l’Italia e per il mondo".
Ed inoltre ha incalzato: "È sempre la destra. Non a caso, le aggressioni ai comuni sostenitori napoletani sul campo a Udine, e nelle strade e nelle piazze di altre città, sono tutte riconducibili a squadracce dal chiaro orientamento politico. Quelle che andrebbero sciolte, come stiamo chiedendo con forza in parlamento scontrandoci col muro di gomma del ministro Piantedosi e del governo di cui è espressione. Si identifichino e si puniscano gli autori di quelle aggressioni nei confronti di persone che senza dare fastidio a nessuno stavano solo festeggiando la vittoria della loro squadra del cuore. Costretti a farlo lontano dalla propria città perché non abbiamo saputo creare un Paese capace di offrire a tutte e a tutti le stesse opportunità indipendentemente dal posto in cui sono nati".
"A Napoli, durante la notte, c’è stato l’omicidio di un ragazzo di 26 anni originario di Ponticelli, un quartiere della periferia est. Il prefetto Palomba - differentemente da alcuni giornali che, senza alcun riscontro, avevano subito sposato la narrazione dei proiettili vaganti durante la festa - lo ritiene "assolutamente slegato, non connesso ai festeggiamenti". Da più parti - ha aggiunto - si fa strada l’ipotesi dell’agguato, del regolamento di conti. Ecco, quando penso a quei quartieri mi viene in mente la povertà, il degrado, l’abbandono scolastico, l’assenza di strutture che favoriscano la socializzazione, la disoccupazione, la camorra. Una congerie di mali incancreniti a cui il Reddito di cittadinanza aveva offerto un significativo, sebbene parziale e insufficiente, sollievo".
Infine ha concluso: "E se la destra esibisce la sua cancellazione come uno scalpo non fa niente di sorprendente, nell’ambito della sua perenne lotta non alla povertà ma ai poveri. Però noi evitiamola, la retorica del riscatto. Il riscatto è una cosa seria. Non confondiamolo col pallone. Al riscatto dobbiamo destinare le nostre energie migliori".






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