De Crescenzo: "Il vergognoso silenzio su quanto accaduto durante Milan-Napoli"

"Noi Napoletani conosciamo l'ironia da circa 3000 anni ma questi striscioni veicolano solo luoghi comuni vecchi e beceri", ha spiegato il noto professore.
Gennaro De Crescenzo, professore napoletano, laureato in lettere, docente di italiano e storia, giornalista, saggista, specializzato in Archivistica presso l’Archivio di Stato di Napoli, ha commentato quanto accaduto a San Siro. Questa la sua analisi dal titolo "Quel vergognoso silenzio sugli striscioni milanisti razzisti": "Durante la partita di coppa Milan-Napoli sono apparsi alcuni striscioni senza alcun dubbio discriminatori. Nel primo si citava un indirizzo che corrisponde ad un negozio della catena "Acqua e sapone" rispolverando il vecchio e vergognoso coro "lavatevi". Nel secondo "Più scudetti che dita" per evidenziare i feriti di chi usa i fuochi di artificio a Capodanno (ignorando anche le statistiche più recenti). La stessa gigantesca coreografia magnificata da più parti riproduceva un "pulcinella" (usato da sempre da quelle parti in senso dispregiativo) assalito da mani rossonere".
Poi ha aggiunto: "Questi striscioni non fanno ridere: noi Napoletani conosciamo l'ironia da circa 3000 anni ma questi striscioni veicolano solo luoghi comuni vecchi, beceri e alla base di questioni meridionali mai risolte nel solito segno di "sono brutti, sporchi e cattivi ed è inutile aiutarli. Restano, invece, diversi dubbi: in base al regolamento spesso invocato e applicato in maniera ferrea a Napoli, quegli striscioni avevano un'autorizzazione? E chi (eventualmente) ha approvato, ha capito cosa stava approvando? E quali provvedimenti saranno adottati (a parte le solite ridicole e inutili multe)? Cosa sarebbe (giustamente) successo in Italia e magari nel mondo se gli stessi striscioni fossero stati messi per altre comunità (pensiamo agli immigrati, ai Rom o alle popolazioni ebraiche)? Intanto i grandi media tacciono e intanto il gruppo Forza Milan (migliaia di adesioni) si vanta pure sui social di quegli "striscioni goliardici e di grandissima inventiva apparsi ieri a San Siro" invitando chi si risente a "farsi curare".
Infine ha concluso: "E qui i commenti sono inutili e confermano solo quanto spesso abbiamo verificato: dalle parti padane (patria della Lega Nord e di politici nazionali spesso più leghisti dei leghisti) sono convinti della legittimità di discriminazioni&razzismi forti di (immotivati) complessi di superiorità e a fronte di (immotivati) complessi di inferiorità meridionali, gli stessi che giustificano le questioni meridionali come colpe dei meridionali o che in queste ore gridano (magari da tifosi del Milan o della Juve) che "è roba da stadio, è ironia, siamo vittimisti e permalosi". Insomma: il solito schema antico di 160 anni e che non ci stancheremo mai di denunciare nel calcio e fuori dal calcio".








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