de Angelis: "Da napoletano dico: scudetto al Brescia e Champions all'Atalanta. La frase di Gaber..."

Paolo de Angelis, giornalista, ha le idee chiare sulla ripresa del calcio: "Non bisogna giocare, è meglio un messaggio forte".
Paolo de Angelis, giornalista, ai nostri microfoni ha lanciato la sua proposta in relazione al campionato italiano e non solo. Ecco quanto dichiarato: "Vi dico la verità, pur essendo un innamorato perso del calcio e del Napoli, io non farei riprendere le attività calcistiche. Anzi, darei lo scudetto direttamente all’Atalanta, oppure, Europa d’accordo, scudetto al Brescia e la Coppa dalle grandi orecchie all’Atalanta. Dalle grandi orecchie, sì, e che la gente ricordi tutto quanto ha sentito sulla propria pelle, e che rimanga nella memoria di tutti, persino negli annali ci calcio. Che non si ricordi che quella giornata di calcio fu spostata da marzo a giugno, ma che a quelle due città che più di ogni altre han sofferto, ci sia una riconoscenza, se ne abbia memoria, che sia importante come gli scudetti di Maradona, che siano imprese per una proposta che nasce da qui, da questo foglio campano, napoletano, azzurro, che tende una mano alla normalità e ad una rivalità sportiva che non sfoci più in altro, che propone scudetto e coppa più che meritati".
Poi de Angelis ha aggiunto: "Perché alla sofferenza degli spalti, assai relative, spesso esagerata, si contrapponga e si riconosca la sofferenza di chi è stato in casa, negli ospedali. Del resto che si giochi a fare non l’ho mai capito. Ricorderemo un nuovo scudetto della Juve e magari lo ricorderemo perché macchiato da sviste arbitrali piuttosto che sia stato ritardato causa pandemia. Che poi, se proprio si vuole, tra play off e play out si potrebbero giocare un numero di partite che le complessive dita di cui un uomo è dotato sarebbero quasi troppe a contarle. Invece no, bisogna ricominciare dalla giornata persa e seguirle tutte, le giornate calcistiche, dobbiamo ricominciare a parlare della Var, magari offenderci un altro po’ che quanto è stato fatto, persino in questi giorni, pare non sia bastato. Ma non giocate al calcio, deficienti, così, tanto per prendere una frase di Gaber e modificarla un po’. Pensiamo piuttosto ad un logo da applicare alle due squadre campioni, un logo che ricordi, per tutto l’anno prossimo, perché gli scudettati un logo lo portano sempre l’anno a seguire, le sofferenze di questi mesi, le persone decedute, le lacrime, gli eroi delle corsie, non, non la destra, e nemmeno la sinistra, quelle degli ospedali. Non giocate al calcio, deficienti".









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