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Danilo: "Non ho detto a nessuno ciò che provavo, il rospo ingoiato è diventato sempre più grande"

Il capitano brasiliano della Juventus, Danilo, ha raccontato un momento molto difficile della sua vita: l'ha salvato uno psicologo.


Gaetano BrunettiGaetano BrunettiGiornalista

22/06/2024 12:56 - Interviste
Danilo: Non ho detto a nessuno ciò che provavo, il rospo ingoiato è diventato sempre più grande
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Il capitano brasiliano della Juventus, Danilo, attraverso una lettera scritta a "The Players Tribune", ha raccontato un momento difficilissimo della sua vita: "Sono umano, non sono sempre stato al mio meglio - ha spiegato -. Durante la mia prima stagione al Real Madrid mi sentivo depresso. Mi sentivo perso, inutile. In campo non riuscivo a fare un passaggio di cinque metri. Fuori dal campo, era come se non riuscissi nemmeno a muovermi. La mia passione per il calcio era scomparsa e non vedevo una via d'uscita. Volevo tornare a casa mia, in Brasile, e non giocare più a calcio. Non mi vedevo più come Baianinho, il figlio di Baiano (è così che chiamano mio papà), ma come Danilo, quello che aveva "firmato un contratto da 31 milioni di euro", come riportavano i giornali. Quando giocammo contro l'Alaves, pochi mesi dopo l'inizio della stagione, Theo Hernandez mi rubò la palla e crossò per Deyverson che segnò".

Inoltre, Danilo, ha aggiunto: "Vincemmo comunque 4-1, ma era un errore che al Real Madrid non si può commettere. Non dimenticherò mai di essere tornato a casa quella sera e di non essere riuscito a dormire. Scrissi sul mio diario: "Credo sia arrivato il momento di abbandonare il calcio". Avevo 24 anni. Non ho detto a nessuno quello che provavo. Casemiro ha cercato di aiutarmi, ma io ho "ingoiato il rospo", come si dice".


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"E il rospo è diventato sempre più grande. Ma dopo alcuni mesi di sofferenza, ho iniziato a vedere uno psicologo che mi ha davvero salvato la carriera. La lezione più importante che mi ha insegnato è stata quella di vedere il gioco attraverso gli occhi di un bambino. Ho dovuto ricordare le mie radici e la gioia di giocare a calcio non per fama o denaro, ma per divertimento. Se la mia carriera è stata salvata in quel momento, devo ringraziare alcune persone: i miei terapisti e i miei figli". Ha concluso Danilo.


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Gaetano BrunettiGaetano Brunetti
Giornalista pubblicista dal 2012, da sempre amante del giornalismo, in passato ha collaborato tra l'altro con Cronache di Napoli ed Il Roma. Si definisce un reporter libero, on the road.

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