Danilo: "Guardiola mi ha cambiato la testa. Ho deciso cosa farò quando smetterò"
Il calciatore brasiliano ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni della testata giornalistica inglese The Guardian.

Danilo è stato a un passo dal Napoli, corteggiatissimo da Antonio Conte e Giovanni. Poi la scelta di tornare in Brasile con il Flamengo. Il difensore ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di The Guardian: "Non mi piace seguire la corrente, la mandria per così dire".
"Non devo pensare come tutti gli altri, non sono obbligato a vivere come tutti gli altri. Non devo vestirmi come tutti gli altri, non devo parlare delle stesse cose di cui parlano tutti gli altri. L'allenatore che mi ha cambiato la testa? Pep Guardiola. Pep istruisce i suoi giocatori. Questa è la cosa più importante del suo lavoro. Fa sì che tutti i giocatori pensino al calcio allo stesso modo. Tempo, spazio, movimento, possesso, prendersi cura della palla. Ti fa capire gli spazi del campo come nessun altro allenatore e vive la partita emotivamente come nessun altro allenatore. Guardiola mi ha fatto il lavaggio del cervello, ma in senso positivo. Era come se fossi all’università. Ciò che ho vissuto con lui mi ha permesso di alzare il mio livello e di mantenerlo fino a oggi. Non è che fossi un idiota prima di arrivare al Manchester City, ma ho capito che giocavo a calcio nel modo completamente sbagliato. Se l’avessi incontrato prima, mi avrebbe reso la vita molto più facile".
Sui social: "Non sono dipendente dai social media, non sono un tipo molto attaccato. Ma vogliamo essere accettati dalle persone, vogliamo ricevere feedback positivi. Nessuno vuole feedback negativi. Non importa quanto studi, quanto ti preoccupi della tua salute mentale, quanto sei maturo, vuoi essere accettato. E i social media sono un ambiente tossico. Tossico a tutti i livelli. Al Real Madrid ho sofferto molto al punto di cercare aiuto psicologico. Ci sono stati momenti in cui sembrava che non ricordassi più come si gioca a calcio. Le critiche mi facevano davvero male. Ero completamente ostaggio delle critiche, dei social media, di tutto. È stato allora che ho iniziato a lavorare con uno psicologo sportivo".
Sul futuro: "Non farò l'allenatore. Zero. Nessuna possibilità. Penso che il calcio abbia ancora molto da darmi, ma quando avrò finito, avrò bisogno di voltare pagina nella mia vita. Voglio iniziare l’università, voglio studiare psicologia, voglio studiare comunicazione. La vita è imprevedibile e ho imparato a permettermi di cambiare idea".
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