Da Scanzi bordate a Donnarumma, Calhanoglu e Bonolis: "Sai come rosicano"

Andrea Scanzi, giornalista e tifoso del Milan, ha analizzato il campionato di calcio di Serie A appena concluso e non sono mancate stilettate ad alcuni interisti.
Andrea Scanzi, giornalista de Il Fatto Quotidiano, è stato intervistato ai microfoni de “il Diabolico e il Divino”, trasmissione condotta da Giuseppe Falcao, Simone LP e Gabriele Ziantoni in onda su New Sound Level 90FM. "Simbolo del Milan? Pioli, ha plasmato un gruppo, ha vinto gestendo una squadra che non era la più forte, ha sublimato una carriera da bravo ma non bravissimo. Poi possiamo parlare dei calciatori, ma se devo dirne uno è sicuramente Pioli. Tra i calciatori devo dire Maignan, primo posto lui, secondo Tonali e terzo Leao. Ne escludo tanti, Theo, Ibra, ma Maignan è stato fondamentale. Una sicurezza incredibile . spiega - ha fatto dimenticare Donnarumma, che aveva lasciato un vuoto, anche se non l’ho mai molto amato. Ha portato 12 punti almeno, un portiere spettacolare. È stato il valore aggiunto che ha stupito in positivo, che è vero aveva vinto il campionato col Lione ma nessuno si aspettava potesse essere uno dei migliori portieri del mondo".
Poi ha aggiunto: "Il calcio è anche sfottò, ho subito prese in giro da 11 anni, ho sempre sentito la rivalità con l’Inter però quando si vince arrivando sopra di loro il milanista medio gode particolarmente, e io sono uno di quelli. Se mi chiedi una dedica un po’ perculeggiante ti dico Chalanoglu, ci sta andare via ma non in quel modo, esultare così in quel modo al derby, ha parlato di noi come se fossimo dei peracottari. Io odio poi quella prosopopea degli interisti che dicono che sono nel giusto, che gli altri hanno dei favori arbitrali e loro no, quindi pensare che oggi Bonolis o quelli come lui stanno rosicando mi piace, quindi lo dedico a loro due".
“Ibra ha portato carattere, Pioli rimarca sempre la sua importanza. C’è un Leao prima di Ibra e un Leao dopo Ibra, l’ha convinto di poter essere un fenomeno. Io ricordo di aver intervistato Pioli a luglio e insistette tanto sull’importanza di Ibra, sul carattere che trasmette, lui ma anche Kjaer. Guarda Leao, è migliorato grazie a lui, gli ha fatto capire che se vuole è un fenomeno. Io ricordo The Last Dance, Jordan fu più decisivo, Ibra disse che avrebbe smesso dopo aver fatto vincere il Milan, molti hanno riso ma alla fine ce l’ha fatta.
Sui Maldini: "Dinastia incredibile, Paolo Maldini fenomenale anche da dirigente…per fortuna sono stati tutti al Milan. Non credo abbiamo eguali, è l’eccellenza dell’eccellenza, qualche merito Daniel l’ha avuto, è stato anche convocato da Mancini in nazionale. È una dinastia straordinaria, non so come spiegarla se non con un DNA vincente. Sono il capolavoro supremo di una particolare dinastia milanista.
Infine ha concluso: "Calcio italiano in crisi? Un po’ è il fatto che ieri il Milan è entrato particolarmente concentrato, un po’ al Sassuolo non fregava nulla, un po’ è la cultura sportiva. Va detto a nostra discolpa che ultimamente squadre che non avevano più nulla da chiedere al loro campionato hanno giocato benissimo, guarda l’Udinese, il Bologna con l’Inter, che poi Mihajlovic tutto è tranne che anti-Inter. Poi se vogliamo parlare più nello specifico allora si, qualcosa dobbiamo cambiare nella nostra cultura sportiva".








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