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D'Arcangelo: "Essere donna non è facile: siamo nel 2022 e nulla è cambiato"


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Pubblicato nella sezione Interviste
D'Arcangelo: Essere donna non è facile: siamo nel 2022 e nulla è cambiato

Elena D'Arcangelo, nel corso della sua intervista ad AreaNapoli.it, ha parlato anche del ruolo della donna nella società di oggi e delle differenze di genere che ancora permangono nel mondo dello sport.


"Sapete quale è il bello di una donna? Che quando le succede qualcosa piange, bagna il cuscino, le lenzuola, svuota pacchi di fazzoletti...ma poi si fa coraggio. Si asciuga il viso, esce, ride e fa finta che sia tutto ok. Anche se dentro, il cuore è a pezzi. Il bello è che sa essere semplicemente straordinaria in ogni situazione, seppur nella sua grande fragilità", questo è solo un piccolo estratto del discorso tenuto da Elena D'Arcangelo nel corso del convegno "Dalle parole ai fatti". Perché in fondo "dalle parole ai fatti" si può, ma bisogna crederci. Certe parole, per avere senso, devono portare ad azioni tangibili, concrete. La strada da percorrere per una effettiva eguaglianza di genere è ancora lunga e irta di ostacoli, ma non siamo all'anno zero. Qualcosa, per fortuna, si muove. Ne ha parlato Elena D'Arcangelo, ex campionessa di volley, nel corso della sua intervista ad AreaNapoli.it.

Sei una donna di sport, sei stata una importante giocatrice di pallavolo militando anche in serie nazionali. Che ricordi hai di quel periodo?


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"Sono i miei ricordi più belli, quelli che mi porto dietro e rispolvero quando le difficoltà della vita sopraggiungono. Quelli che mi hanno fatto crescere e hanno forgiato il mio carattere".

Da tempo hai intrapreso un percorso diverso. Come nasce la tua dedizione verso le donne più fragili, quelle che hanno subito vari soprusi e tuttora sono vittime di violenze fisiche e non solo?

"Nasce dal fatto che un tempo chi si è avvicinato a me non ha tenuto conto di come ero fragile e mi ha sbriciolata. Ho dovuto intraprendere un percorso fatto di dolore fisico ma soprattutto psicologico. Ho rimesso a posto i cocci e ho iniziato ad occuparmi di me stessa e delle altre. Questo mi è servito a sentirmi più sicura, meno sola e più combattiva".

Ci sono delle importanti differenze di genere anche nel mondo dello sport?

"Nonostante la partecipazione femminile allo sport stia gradualmente aumentando, le stesse restano sottorappresentate negli organi decisionali delle istituzioni sportive. Anche se ora a rappresentarci al Consiglio dei Ministri con delega allo sport abbiamo la schermitrice Valentina Vezzali. Diciamo che diverse federazioni internazionali responsabili della promozione e dello sviluppo degli sport, hanno già dato prova del proprio impegno a favore della parità di genere introducendo quote di genere. Ma ancora oggi, parecchi sport vengono considerati prettamente maschili o femminili. E questo  avviene ancora per via degli stereotipi: spesso sono gli stessi genitori a impedire ai propri figli di non svolgere un determinato sport, andando contro la passione del bambino. Insomma tutto gira ancora intorno al concetto di pregiudizio".

Lavori dodici ore al giorno, andando anche nelle scuole a parlare di bullismo, sei moglie e madre. Come trovi le energie necessarie per rendere sempre al massimo?

"L’attività fisica e nello specifico la palestra, mi consentono di ricaricare le pile e rigenerarmi, fisicamente e psicologicamente. Nella passione per il mio lavoro e per lo sport trovo anche le energie e le forze per la mia sfera privata, riuscendo a ricoprire anche il ruolo di moglie e madre, non trascurando nulla…o almeno spero. Per quanto riguarda il bullismo, è una parentesi troppo lunga da affrontare che coinvolge anche il piano virtuale. E avendo una bimba adolescente, questo mi porta a vedere realtà inimmaginabili". 

Una frase del tuo discorso mi ha colpito particolarmente: "Non è facile essere donna"

"Essere donna non è mai stato facile. Siamo nel 2022, ma niente è cambiato. Ancora oggi aleggia una cultura sessista e un sistema sociale talmente radicato e profondo che noi donne stesse siamo le prime a sostenerlo. Lo noto in tante donne che assisto. Nonostante i lividi,  si colpevolizzano per uno schiaffo ricevuto e continuano a mettere “pezze a colori” su atteggiamenti altrui. E se vengono violentate poi, se la sono cercata. Era di sera troppo tardi o di pomeriggio presto , avevano dei tacchi troppo alti o una tuta troppo stretta … Quando denunciano poi, vengono fatte sedere su una sedia scomoda. Dove devono dimostrare la propria innocenza più che la colpevolezza degli altri. Ma sai qual è la cosa più bella che hanno? È che le donne piangono, bagnano cuscini… ma poi si rialzano. Indossano il loro sorriso più bello ed escono come se nulla fosse accaduto. Una donna sa essere semplicemente straordinaria in ogni situazione, seppur nella sua grande fragilità".

"Una vera difesa personale parte dalla testa". Ciò significa anche che le donne devono 'allenare' la propria mente ancora prima del corpo?  

"Un vero corso di difesa personale donne, serve solo se studiato davvero per le donne. Un metodo studiato per acquisire sicurezza nel linguaggio e nella postura. Che tu possa essere palestrata o no, magra o corpulenta, ricorda che l’ansia e il panico non conosce stato… Un corso di difesa personale ti insegna  a comprendere cosa fare, l’atteggiamento giusto da tenere prima dell’aggressione o molestia.  E in caso di reazione quelle poche tecniche facili da ricordare per poterti svincolare e scappare via".

Nel corso del tuo intervento hai parlato di progetti futuri. Hai intenzione, in particolare, di creare una sorta di casa delle donne. In cosa consiste precisamente? 

"Un progetto che è nella mia testa già da un po’ di tempo e grazie all’aiuto di privati e altre associazioni sembra stia trovando terreno fertile . Un punto di riferimento non solo per le donne in condizioni di disagio, ma per tutta la popolazione femminile e per i minori vittime di violenza diretta e/o assistita. Creeremo un luogo dove sarà possibile trovare rispetto, attenzione e sostegno psicologico".

Si è parlato di una tua candidatura alle prossime elezioni provinciali

"Si, è vero. Sono iscritta alla lista Con Taranto. Penso che sia arrivato il momento di uscire allo scoperto dopo tutti questi anni. Ho capito che se voglio dare il mio contributo come sportiva e come referente o portavoce di tutte quelle donne che ogni giorno lottano e non si arrendono devo mostrare il mio volto. Mi piacerebbe creare una palestra a cielo aperto in un contesto naturale come è Taranto, per rilanciare la qualità della vita. Perché lo sport è un validissimo metodo per la prevenzione. Togliendo i bambini dalla strada e dalle periferie, che oggi sono le zone più a rischio. Perché avere uno stile di vita    attivo è importante per la salute fisica (l'esercizio è medicina), per la salute mentale (l'esercizio è benessere), per l'apprendimento (l'esercizio è educazione), per l'economia (l'esercizio è business) e per lo sviluppo tecnologico (l'esercizio è innovazione)".

(C) RIPRODUZIONE RISERVATA


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Francesco Manno
Giornalista pubblicista dal 2006, è laureato in scienze della comunicazione. Ha vinto l'Oscar Campano per la sua professionalità. Ha inoltre condotto e diretto diversi programmi radio e TV.
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