D'Aniello: "Colpo importante del Napoli, ora serve un mediano. Botev Vratsa, è accaduto di tutto"

Pasquale D'Aniello, vice di Gennaro Iezzo, che quest'anno ha allenato il Botev Vratsa, ha partecipato alla rubrica di Areanapoli.it "Il Napoli che immagino".
Pasquale D'Aniello, allenatore che ha fatto il vice di Gennaro Iezzo, ex portiere azzurro ed allenatore del del Botev Vratsa, squadra della Serie A bulgara salvata miracolosamente in extremis, ha partecipato alla rubrica di Areanapoli.it "Il Napoli che immagino". "Spero in una squadra che faccia qualcosa di diverso rispetto allo scorso anno. Non perché la stagione sia andata male, anzi, ma servono dei correttivi per evitare di vedere quegli errori che ci hanno impedito di raggiungere un sogno, lo scudetto, che sembrava a portata di mano. A me piacerebbe vedere un Napoli più dinamico, più europeo - spiega - con un ritmo più alto evitando quell'atteggiamento stagnante della maggior parte dei club italiani che poi si arroccano dietro per poi partire in contropiede".
"L'acquisto di Olivera è un colpo importante per la fascia sinistra, è uno che corre sul binario come un treno. Poi serve un mediano per sostituire Lobotka quando manca. Poi lo vorrei più camaleontico a seconda degli avversari e dei momenti della stagione. Il Napoli non è stato capace di calarsi nella mentalità giusta che ti permette di importi in casa contro Empoli e Spezia. Del resto bastava non perderle. Serve la lettura, capire quando soffrire, quando essere pazienti... E poi evitare l'aspetto monotematico di giocare sempre e solo su Osimhen. Si diventa prevedibili e non va bene. Vorrei un Napoli equilibrato mentalmente nei momenti di euforia e di smarrimento".
Poi sull'esperienza in Bulgaria: "La dirigenza del Botev Vratsa ci ha riservato una clamorosa ostilità. Non accettavamo l'idea che eravamo noi italiani a dover cambiare tutto. Ci hanno fatto la guerra: per 20 giorni ci hanno costretti a fare la doccia fredda dicendo che era casuale, ma in realtà gli altri la facevano calda. E poi ci hanno detto di non far giocare alcuni calciatori insinuando il rispetto della loro poca professionalità. Fortunatamente siamo andati avanti per la nostra strada. Hanno cattive abitudini i calciatori: si allenano poco e male durante la settimana. Nemmeno gli schemi sui calci piazzati. E poi la preparazione atletica... lasciamo perdere. Ho potuto fare il 20% delle nostre tabelle. Siamo quasi arrivati alle mani, poi è scoppiata una grande complicità con la squadra fino allo spareggio salvezza. Hanno messo il cuore, hanno capito cosa volevamo e ci hanno seguito. Li abbiamo conquistati col rispetto. Siamo orgogliosi di quanto fatto, ci davano per spacciati e invece ce l'abbiamo fatta. L'ultimo giorno, mentre andavamo via, ci sono venuti incontro i bambini delle giovanili del Botev per abbracciarci. Ad uno di loro ho detto "alè Botev", e mi ha risposto con un "forza Napoli". E una lacrima o forse più di una, è venuta giù. Da brividi".








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