D'Angelo: "Sanremo massoneria che decide tutto. Il più grande momento della mia vita artistica"
D'Angelo attraverso l'intervista rilasciata al Corriere della Sera ha parlato dei suoi progetti musicali ed ha detto la sua sul Festival di Sanremo.

Nino D'Angelo non le manda a dire e attacca sul Festival di Sanremo. Attraverso l'intervista al Corriere della Sera, l'ex caschetto biondo più famoso d'Italia, accusa: "E' una massoneria della musica che crea, manovra e decide chi deve uscir fuori e chi no. Chi apparterrebbe a questa massoneria musicale? Una lobby di quattro-cinque case discografiche ancora in vita, le radio che hanno sempre più potere, le agenzie degli artisti e a questo aggiungiamo pure visualizzazioni e like comprati".
Ma non è sempre stato così? "Sì, ma mai come negli ultimi tempi". Sui cantanti che parteciperanno alla prossima edizione del Festival: "Il 70 per cento dei nomi scelti li abbiamo già visti e rivisti, ascoltati e riascoltati in radio, nei talent, in tv mentre cantano spesso in playback durante mega feste organizzate in piazza dalle radio più importanti. La canzone conta sempre di meno: mi viene da ridere quando parlano di canzoni".
Per non parlare della voce e dell’intonazione: "Appunto non ne parliamo: l’auto-tune fa miracoli, toglierlo farebbe danni incalcolabili, stroncherebbe le carriere". Arrivano anche proposte per presentare show in prima serata? "Ogni anno ma sono sempre le stesse cose e mi annoio a ripetermi. Nel 2005 su Canale 5 ho presentato “Io non ti ho mai chiesto niente”, anche in questo sono stato un pioniere. Se mi arriva qualcosa di nuovo ci penso".
Si vede nei panni di giudice a X Factor? "No per carità, non ho il coraggio di spegnere i sogni di una persona, nun c‘a faccio proprio. Non sono adatto emotivamente. Come si fa a dire a uno “‘e a cambia mestiere”? Non ce la farei. In un voto, in un’alzata di una paletta, in un sì o in un no è racchiusa una responsabilità enorme che può cambiare per sempre la vita di una persona, dei suoi cari, della sua famiglia".
Cosa vuole fare da grande? "Il cantante napoletano. Ce l’ho scritto sulla carta d’identità. Voglio cantare, ne ho bisogno, come respirare".
La più grande emozione della sua vita? "Cantare in uno stadio Maradona tutto esaurito: questo è stato il più grande momento della mia vita artistica. Mi sono esibito in tutto il mondo, all’Olympia di Parigi, a New York, ma il live di quella sera al Maradona sarà per sempre il mio Concerto. Con la C maiuscola".
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