D'Alema: "Il Napoli mi spaventa, la verità su Spalletti-Totti. Dazn? Non voglio dire parolacce"

Massimo D'Alema, ex presidente del Consiglio, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di New Sound Level e ha parlato del campionato di Serie A.
Massimo D’Alema, ex presidente del Consiglio, intervenuto nel corso della trasmissione “il Diabolico e il Divino” in onda su New Sound Level 90.0 FM, ha fatto il punto sul campionato di Serie A: "Giocatori preferiti della storia della Roma? E’ molto difficile, ma se posso partire dalla mia prima infanzia, poiché la mia passione parte da lì, il mio primo giocatore preferito fu Arne Selmosson, che fu tra l’altro uno dei primi a giocare sia nella Roma che nella Lazio. Certamente, venendo un po’ in avanti con gli anni devo dire Bruno Conti e Falcao. Totti non posso inserirlo perché Totti è contemporaneo, non fa parte del passato della Roma ma del presente. Rimane sempre indimenticabile, per chi è innamorato di questa squadra e di questa città, Agostino Di Bartolomei, una persona sensibile e unica nella sua passione ma Bruno Conti e Falcao erano i due fantasisti più amati".
Poi ha aggiunto: "Tra le altre squadre del campionato, quali considero più avanti delle altre e più avanti rispetto alla Roma? Se devo dire la verità nutro una grande ammirazione per l’Atalanta, perché nel complesso, considerando la squadra, la società e l’allenatore, si ha sempre la sensazione che possa arrivare, hanno una combattività e una grinta incredibile. E poi ammiro molto Gasperini, ha una grande personalità dal punto di vista intellettuale, io lo conobbi alla presentazione dell’anno accademico all’università di Genova e si parlava di simmetrie; ebbene ne rimasi molto colpito per il livello di cultura e di personalità e dunque ammiro la sua squadra. Con minore trasporto credo inoltre che il Milan farà ancora di più degli ultimi anni, purtroppo vedo diverse squadre in condizione di arrivare sopra la Roma e in questo momento mi spaventa molto di più il Napoli di Spalletti piuttosto che la Juventus di Allegri. Il Napoli è senza dubbio la squadra che fa più impressione perché ha un allenatore di grande personalità. Noi ci siamo lasciati male con Spalletti, che si è ritrovato a gestire una situazione complicata perché la società non lo ha supportato svolgendo fino in fondo il suo ruolo, ma Spalletti è senza dubbio un uomo di personalità e di intelligenza. Anche il film e la serie su Totti hanno comunicato un’immagine ingiusta dell’allenatore toscano, la responsabilità della difficoltà in cui si è trovato non era sua".
Poi su Dazn: "Non voglio dire parolacce perché non sarebbe carino. Io dico che quando si fa una gara per ottenere un incarico, tra i requisiti debba esserci il fatto che chi vince la gara deve essere in grado di offrire un servizio efficace. Anche la Lega Calcio dovrebbe assicurarsi che i diritti vengano ceduti ad una società in grado di offrire un servizio adeguato. Comprendo la logica del massimo profitto, ma deve esserci un controllo che tuteli tutte le parti interessate".








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