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Cucci: "Sarri affetto da turnoverite acuta e perniciosa. Perchè quella scelta?"


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Pubblicato nella sezione Interviste
Cucci: Sarri affetto da turnoverite acuta e perniciosa. Perchè quella scelta?

Il giornalista Italo Cucci, protagonista il lunedì sera nei salotti televisivi campani, sul quotidiano Il Roma, ha giudicato la prestazione degli azzurri contro il Bologna. Ecco quanto si legge.


Il giornalista Italo Cucci, protagonista il lunedì sera nei salotti televisivi campani, sul quotidiano Il Roma, ha giudicato la prestazione degli azzurri contro il Bologna. Ecco quanto si legge:


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Napoli a due facce, risultato tondo e convincente ma con l'amarissima sensazione che Sarri sia affetto da turnoverite acuta e perniciosa. Milik in panchina: perchè? L'eroe di Kiev trattenuto per provare Gabbiadini? Cos'è, un allenamento? Un provino trasferito da Castel Volturno al San Paolo? Forse il Bologna non meritava il bomber polacco, rivelazione assoluta del campionato e della Champions? Per fortuna arriva il suo turno, dopo oltre un'ora d'assenza, e in dieci minuti risolve con due gol magistrali ('67 e '77) i problemi di una squadra che si piace troppo. Al via s'è presentato un Napoli in abito da sera, eleganza, classe, velocità e potenza: prova d'orgoglio alla faccia di chi ha definito gli azzurri "orfani di Higuain". Non ci sta nessuno, a farsi compiangere, non ci sta Callejon, la stella ritrovata, cinque gol con quello stile che incanta: mobilissimo, mai affannato, vola disinvolto a tutto campo tenendo un ideale contatto con Insigne che nel primo gol lo serve con un tocco divino alla Rivera; e quando segna, Callejon, sembra liberarsi con leggerezza della palla inviandola al suo ineluttabile destino; è bello perchè si diverte e trasmette allegria, e Napoli apprezza. Si divertono tutti, i ragazzi di Sarri, anche troppo: il Bologna, alla fine, è trattato come uno spettatore di rispetto, sicchè capita che l'insistito possesso palla degli azzurri assuma l'aspetto di un inedito suicida tikitaka verticale a gran velocità, come sta facendo – per combattere la noia – anche Guardiola a Manchester. Ma è una bischerata, coi balletti non si fa nulla. E infatti alla ripresa del gioco il Bologna risvegliato da Donadoni prende il pallino, rivela la colpevole leggerezza degli azzurri, li punisce con un missile-gol di Verdi che umilia Reina. Oddio, ci voleva la paura del tracollo per smuovere Sarri, per distrarlo dai suoi esperimenti nocivi, esce Gabbiadini, laborioso corpo estraneo, entra Milik, due gol da manuale, e subito dopo rapidi quanto opportuni ritocchi al centrocampo e alla difesa che non si sono ancora svegliati dalla mollezza della prima ora di gioco: il polacco sembra irradiare convinzione e potenza, si fa trovare con facilità, spaventa gli avversari, li annichilisce, salva la faccia a tutti e indica la strada del futuro. Da non mollare mai. Il Napoli migliore è il suo. E non è un sogno mandolinistico. E realtà. Nella festa finale del San Paolo avrei voluto sentire le note d'O Surdato 'Nnamorato. Oje vita, oje vita mia. Sarebbero piaciute anche a Vittorio. Ciao, vecchio amico.


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