Cucci: "Lotta Scudetto, Champions decisiva!". Frecciata a Sarri: "So che Ancelotti..."

Italo Cucci, una delle prime firme del giornalismo sportivo italiano, ha scritto un editoriale per il quotidiano La Nazione.
Il giornalista Italo Cucci ha pubblicato un editoriale per il quotidiano La Nazione soffermandosi, tra le altre cose, sulla lotta per la conquista dello Scudetto. Ecco quanto si legge:
"C'era una volta un campionato che si poteva vincere senza perdere una partita; dico del Milan ‘91-‘92, allenato da Fabio Capello, 22 vittorie e 12 pareggi, 25 gol di Van Basten e - narrano le cronache - il vantaggio di essere uscito dalla Champions per dedicarsi solo allo scudetto. Che è una balla. Era solo una grande squadra davanti alla quale il Milan d’oggi dovrebbe arrossire: Rossi, Galli, Maldini; Albertini, Costacurta, Baresi; Donadoni, Rijkard, Van Basten, Gullit, Massaro. Campionato a diciotto e Capello che, in caso di necessità, ricorreva al modulo 9-1. Qualche tempo prima, campionato ‘78/‘79, a sedici squadre, elitario, un incredibile Perugia era riuscito a chiudere il torneo senza perdere e tuttavia arrivando secondo dietro il Milan per aver collezionato 11 vittorie e 19 pareggi, ché anche Castagner non disdegnava coprirsi bene per non prendere...troppo freddo. E la sua squadra, in fondo, era un miracolo di compattezza non un’accolita di campioni. Letta la prima formazione di Conte, conoscendo la sua ambizione e la sua elegante prudenza tattica, non mi stupì il suo successo totale nel ‘11/‘12, primo dei sette scudetti consecutivi che dovrebbero diventare otto. Perché - a questo serviva il preambolo - vince solo chi sa ottenere il giusto equilibrio fra difesa e attacco, magari con maggiore attenzione all’assetto difensivo, come fa Allegri che intanto ha la Juve solitaria imbattuta".
"Se c’è la possibilitá di godersi una sfida a tre per qualche mese lo si dovrà a Ancelotti, al suo Napoli felicemente internazionalizzato, e all’Inter di Spalletti, dotata di giocatori di qualità e di un Icardi che farà pentire amaramente i suoi detrattori. Ma il fattore decisivo - ha continuato Cucci - sarà un altro: la Champions. Contrariamente al diffuso parere di tecnici e critici ( secondo me molto approssimativi e bisognosi di alibi) chi più resisterà sulla scena europea avrà maggiori chanches di vincere lo scudetto. Tanti anni fa ho...depositato una formula strategica diventata banale ma purtroppo spesso tradita: vincere aiuta a vincere, perdere aiuta a perdere; so che Ancelotti si batterà fino in fondo per far dimenticare le fatali distrazioni di Sarri; dubito della compattezza dell’Inter dopo l’inaudito flop di Bergamo; è facilitato il compito di Allegri, visto che la Juve vuole, pretende anzi la Champions ma anche l’ottavo scudetto. Un club che non si dá alibi di sorta; che ha un eccellente fatturato perché dopo la B ha lavorato magnificamente mentre gli altri lesinavano o dormivano; che ha ambizioni degne del suo blasone e uomini degni della sua storia; che trema d’emozione e mai di paura (e ha Ronaldo): be’ già a Natale potrebbe farci sapere (vista la dimestichezza con la Coppa Italia) che è in grado di farsi il Triplete".







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