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Cucci contro Agnelli: "Non si possono rispettare solo le sentenze che ti sculacciano. Siamo sdegnati"


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Pubblicato nella sezione Interviste
Cucci contro Agnelli: Non si possono rispettare solo le sentenze che ti sculacciano. Siamo sdegnati

Italo Cucci, una delle prime firme del giornalismo italiano, ha pubblicato un editoriale sulle pagine del Corriere dello Sport.


Il noto giornalista Italo Cucci, sulle colonne del Corriere dello Sport, ha commentato le parole di Andrea Agnelli all'Assemblea degli Azionisti: "Le sentenze vanno rispettate. Olé. Lo dice Andrea Agnelli, ma siamo seri. Anzi, più che seri, sdegnati. Perché non si possono rispettare solo le sentenze che ti sculacciano, ma non ti feriscono e ignorare quelle che sembrano disonorarti. Come la sottrazione di scudetti avvenuta con sentenza definitiva, magari anche discutibile, come ho fatto io, disinteressato cronista, quando ho definito “di cartone” lo scudetto bianconero devoluto all’Inter (salvo riconoscere il buon diritto di Massimo Moratti di rispettare la sentenza che glielo ha... dirottato). Il rispetto delle sentenze richiama automaticamente anche il rispetto dell’intelligenza, della lealtà sportiva, degli appassionati di ogni colore ai quali dà fastidio (esclusi famigliari e famiglie) l’ostentata presenza allo Stadium di scudetti in libertà, come li avrebbe definiti ironicamente l’Avvocato bissando la famosa battuta che gli uscì quando il Napoli di Maradona vinse il primo tricolore".


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Cucci ha poi aggiunto: "Non sono un iconoclasta, non voglio cambiare la storia, ancora ieri parlavo di sport al Coni sotto l’affresco raffigurante. - fra gli altri - il mio padrino di battesimo Italo Balbo, condannato da una (involontaria?) sentenza di fuoco amico. Voglio solo dire che da oggi, e comunque con premura, devono essere cancellate dallo Stadium tutte le insegne relative a scudetti mai vinti perché depennati da una sentenza che sappiamo da sempre, ma soprattutto da oggi, assolutamente rispettabile. Andrea Agnelli ha sempre detto che a casa sua fa quel che vuole ma lo Stadium non è casa sua: è un luogo pubblico dove si devono rispettare le sentenze. E gli Eroi di Superga. Così come in altri stadi, luoghi, devono essere rispettati i morti dell’Heysel".


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