Cucci: "Caro Rafa, hai osato criticare chi ha inventato il Napoli"

Il noto giornalista e opinionista televisivo, Italo Cucci, ha pubblicato un pezzo sul quotidiano Il Roma parlando, tra le altre cose, del momento del club azzurro.
Il noto giornalista e opinionista televisivo, Italo Cucci, ha pubblicato un pezzo sul quotidiano Il Roma parlando, tra le altre cose, del momento del club azzurro. Ecco l'articolo in questione:
Prestazione ignobile. Fisicamente debole. Psicologicamente svagata. Addirittura irritante per la totale assenza di quella Intensità che Conte ha reso celebre semplicemente documentando con la sua Juve una forza d'animo suscitata dal tecnico, acquisita dai giocatori, esibita sul campo sempre. Anche dopo l'avvento di Allegri, felice di avere ereditato. Una squadra con un'intima, preziosa virtù: la voglia di lavorare. Il Chievo - ormai storicamente ribattezzato Spaventanapoli - ha messo sotto e sconfitto una squadra degna della figuraccia di Bilbao, non delle alate parole di Benitez che nelle ultime ore ha osato riparlare di scudetto. Già sabato, dopo la conferenza stampa organizzata per fare il punto della singolare vacanza di Liverpool, avevo registrato l'ironia - se non il sarcasmo - del tecnico azzurro, impegnato in lodi sperticate per una campagna acquisti "fantastica" dopo essersi profuso in lamentazioni (giustificate) nelle settimane precedenti; e anche le parole acide nei confronti di Behrami, l'unico difensore patentato ma cacciato, e di Mazzarri, il collega che con Reja questo Napoli lo ha inventato; così come la descrizione dei tenerissimi rapporti con De Laurentiis, in verità inadeguati al decennale della presidenza di Don Aurelio, e la richiesta di solidarietà ai giornalisti napoletani, come se questi non lo avessero in maggioranza tutelato da quando è arrivato a Napoli. Cosa vuole, Benitez? Sostenitori o servitorelli? M'ero ripromesso, l'altra settimana, dopo il miracolo di De Guzman a Genova, di accreditare Benitez di un altrettanto miracoloso se pur tardivo adeguamento alle caratteristiche del campionato italiano, che sarà sì abbondantemente decaduto rispetto al lontano passato ma conserva e difende le sue virtù battagliere e emozionali. Ed ecco, all'improvviso, la choccante esibizione offerta ieri in dispregio degli effettivi valori del Napoli che, nonostante l'infelice campagna estiva, resta sulla carta una squadra di primissimo piano. Forse con eccessiva malizia avevo giudicato sospetta l'esibizione degli azzurri a Bilbao, oggi recupero quell'infelice impressione e mi chiedo se esista ancora un rapporto sereno e costruttivo fra Benitez e i suoi giocatori. La "fuga" a Liverpool, prima accolta con esagerato disappunto, poi minimizzata, merita oggi attenzione se non altro dopo aver registrato la mollezza dei giocatori davanti a un avversario irritante ma modesto, testimoniata in particolare dalla facilità con cui Maxi Lopez ha segnato il gol vittorioso. Non s'è visto il solito sbandamento difensivo ma qualcosa di più: l'incapacità di reagire con la maggior classe tecnica. Nell'episodio del rigore non fallito da Higuaìn ma parato dall'ottimo Bardi m'è venuta in mente una battuta di Garcia che, nel commentare il faticoso successo sull'Empoli, ha ringraziato il suo staff per avergli documentato ampiamente pregi e difetti dell'avversario; siamo sicuri che, mentre Benitez era a Liverpool, il suo staff abbia adeguatamente studiato il fastidioso Chievo e in particolare il nuovo portiere? L'avessero fatto, qualcuno avrebbe spiegato a Higuaìn che Bardi è istintivamente portato a tuffarsi sulla destra tanto che la sua parata è stata a dir poco perfetta, anche se facilitata dal tiro a mezza altezza. Questo è un dettaglio, ce n'è ben altri da esaminare, in queste ore, per arrivare a chiedersi se Benitez abbia ancora la squadra in pugno e - lo dico con tutto il rispetto possibile - fiducia in se stesso. La fiducia di De Laurentiis arriverà puntualmente "dalla Merica" e tuttavia, dopo questa dolorosa caduta che ripropone la verguenza di Bilbao, sarà utile meditare sulla dimostrata debolezza difensiva della squadra, sull'eterno equivoco Hamsik, sulla progressiva decadenza di Insigne, sulla rinuncia suicida a Mertens. Eppoi, ci faccia sapere, Benitez, che valore tecnico ha il disperato ricorso negli ultimi minuti a De Guzman: è forse lo "Schema San Gennaro"?







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