Cuadrado: "Si vive d'applausi e si muore di critiche, sono sempre pronti a pugnalarti"

Juan Cuadrado ha raccontato la sofferenza dei bambini della sua città di provenienza: "Sono l'eroe di quei bimbi".
Juan Cuadrado, esterno classe 1988 della Juventus e della nazionale colombiana, parla del rapporto speciale con la sua gente, nel corso di un'intervista rilasciata a "Revista Semana": "Quando torno a Necoclì, i bambini mi circondano come se fossi il loro eroe. Così mi tolgo le scarpe e, come tempo, inizio a giocare sul pratone. Me le tolgo perché essere al loro pari, sono sempre scalzi". Ha evidenziato il calciatore che ha fatto le fortune delle squadre in cui ha giocato nel massimo campionato italiano di calcio.
Cuadrado, ha inoltre, aggiunto: "Torno nel mio mondo, quello fatto di passione. Là fuori si vive di applausi, ma si muore di critiche: chi ti ama, il giorno dopo è pronto a pugnalarti. Prima lo capisci, prima diventi un calciatore vero". Il terzino è arrivato in Italia grazie ad un'intuizione dell'Udinese, prima del grande salto, però, ha giocato con la maglia del Lecce, poi è stato ceduto alla Fiorentina dove si mise in grande evidenza ed infine è passato alla Juventus, quando c'era Marotta come manager.








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