Cruciani: "Lo hanno dipinto come un mostro, ma non lo è"

Giuseppe Cruciani ha rilasciato un'intervista sulle pagine del Corriere della Sera nel corso della quale ha raccontato alcuni retroscena sugli amici "famosi".
Il giornalista Giuseppe Cruciani, attraverso l'intervista sulle pagine del Corriere della Sera, ha raccontato anche dell'amicizia con Antonio Razzi: "L'amicizia risale alla crisi del governo Berlusconi, quando lui fu decisivo per non farlo cadere. Poi, Antonio è di Chieti, dove stavano i miei, siamo diventati amici con famiglia, nipoti. L’ho accompagnato con la radio in peripezie e polemiche. Amicizia con Roberto Vannacci? Non lo sento spesso, ma gli ho presentato il libro due volte, coi manifestanti che volevano impedirlo".
Inoltre, Cruciani, ha aggiunto: "A Vicenza, c’erano duecento agenti della Digos a proteggerci. Una follia. Dopo, siamo rimasti svaccati sul divano a parlare fino alle due di notte. Non ne condivido tutte le opinioni, ma ne apprezzo la libertà di pensiero".
Come si spiega il suo successo? "Col fatto che i suoi avversari politici lo hanno dipinto come un mostro. Ma non lo è". Ha evidenziato Cruciani nel corso dell'intervista che ha rilasciato sulle pagine dell'edizione odierna del Corriere della Sera.






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