Crotone, Vrenna: "In A con meno di 6 milioni, sogno di battere le big"
Lo ha ammesso ai microfoni di 'Radio Anch'io Sport' su RadioUno, il presidente Raffaele Vrenna, tra gli artefici della promozione in A.

"Ad agosto abbiamo costruito un'ottima squadra, per raggiungere presto la salvezza e puntare magari ai play-off. Poi ci siamo resi conto, soprattutto dopo la partita di Milano in Coppa Italia, che la squadra poteva vincere il campionato" – ammette ai microfoni di 'Radio Anch'io Sport' su RadioUno, il presidente Raffaele Vrenna, tra gli artefici della promozione – E' un orgoglio aver conquistato la A, per il popolo crotonese e tutta la Calabria, con il budget più basso del torneo cadetto, attorno ai sei milioni di euro. Già, perchè siamo andati in serie A con un fatturato di quattro milioni e mezzo lordi di stipendi, più uno circa di spese. Siamo, speriamo, una svolta. Crotone è la città con la maggiore disoccupazione in Italia, circa il 60%, ma spero che questa sia, non solo una gioia, ma anche una spinta affinchè cambino le cose. Viviamo in un territorio bellissimo, che ha tante cose positive, e dobbiamo portare avanti il nostro territorio e la nostra positività". Secondo il numero uno del Crotone il calcio è un veicolo di crescita. "Io penso di sì. E' un palcoscenico nazionale e internazionale. Noi abbiamo creato tre piattaforme che si interesseranno del sociale, della scuola e del territorio calabrese, dei tanti castelli che ci sono, dei musei, per vedere la realtà vera della Calabria". "Vorrei imitare club come Empoli, Udinese e Chievo, che da tanti anni sono in Serie A con budget ridotti, e magari diventare l'ammazza-grandi della A. Come affrontare la Juve? La differenza economica è enorme, loro sono una grossa squadra... Io devo fare i complimenti al mister, alla squadra, a tutti quelli che lavorano intorno al Crotone calcio, che è stata la squadra più continua della Serie B. Solo all'inizio c'è stata un po' di flessione, ma poi la squadra è partita e solo con la continuità si possono vincere i campionati". Infine una considerazione sulla città e la regione".
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