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Criscito lascia lo Zenit con una lettera: "Ho pianto. Uno striscione in napoletano recitava..."


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Pubblicato nella sezione Interviste
Criscito lascia lo Zenit con una lettera: Ho pianto. Uno striscione in napoletano recitava...

Domenico Criscito ha lasciato lo Zenit per tornare in Italia. Il difensore, nella prossima stagione, giocherà nel Genoa.


Il difensore Mimmo Criscito lascia la Russia e lo Zenit per tornare in Italia, a Genova con il Grifone. Ecco la sua lettera ai tifosi russi riportata da Tuttosport: "Ho pianto. Eccome se ho pianto, mica ho un iceberg al posto del cuore - racconta Mimmo Criscito, che domenica ha giocato la sua ultima partita con lo Zenit San Pietroburgo, dopo 7 anni -. San Pietroburgo è stata casa mia a lungo e non era proprio possibile rimanere impassibile. Credetemi, è stata una sensazione impareggiabile aver capito d'essere diventato importante per lo Zenit".


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"E' stato un enorme onore aver compreso d’aver portato in alto i colori dell'Italia all’estero: mi dà grandissimi brividi, così come mi riempe di soddisfazione sapere che sono il difensore con più gol e più assist nella storia del club. Piangevo, eccome se piangevo nel giro di campo assieme a mia moglie Pamela e ai miei cuccioli Alfredo e Alessandro. Merito anche dei miei compagni: non mi aspettavo che, al momento della sostituzione, si sarebbero precipitati tutti ad abbracciarmi. Tutti tutti: mica solo quelli più vicini, quelli che giocano dalle mie parti. Ho anche sorriso, e non poco: quando siamo arrivati sotto la curva i tifosi hanno srotolato striscioni che avevano tenuto nascosti fino a quel momento. Pensate: uno era in napoletano e recitava "Criscito brav uaglion". Messaggio clamoroso e grafia impeccabile: mi sono battuto il petto, dove c'è il simbolo dello Zenit, ho regalto loro parastinchi e scarpe tirandoli in curva. E’ stato il mio modo di dire Spasibo, grazie a tutti: club, compagni, cittadini di San Pietroburgo e tifosi dello Zenit. Non potrò mai dimenticarli, saranno per sempre parte di me, anzi di tutti noi della famiglia Criscito. Sono tristissimo per il fatto che sto per salutare una città splendida, ma sono allo stesso tempo più che felice per il fatto che tornerò in Italia, il mio Paese, la mia patria. In pratica è come se avessero messo tutte le mie emozioni in un enorme shaker... Chiudo gli occhi e rivedo il faccione di Hulk, il sorriso di Danny e noi che alziamo il trofeo di campioni di Russia. Credo che sì, sia stato quello il momento top dei miei 7 anni di Russia: nello stesso anno, nel 2015, arrivammo anche ai quarti di Europa League uscendo per un gol nel finale col Siviglia, che poi avrebbe vinto il trofeo".


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