Criscitiello: "Ho il nome folle e vincente per la FIGC! No a Tommasi, ha già distrutto la sua..."

"Anche quelli che guadagnano bene, non le stelle, molte volte finiscono senza soldi e senza lavoro, con una depressione per non saper far nulla il giorno dopo aver smesso di giocare a calcio".
Michele Criscitiello, nel suo editoriale su tuttomercatoweb.com, si sofferma sulla situazione della Federazione calcistica italiana: "E' iniziata la campagna elettorale per il prossimo Presidente Federale. Damiano Tommasi è il Grillo del calcio. Un Di Maio un po' più famoso che promette di raggiungere obiettivi impossibili ma soprattutto vuole risolvere i problemi del calcio, dopo che per anni non ha risolto quelli della sua categoria. Il calciatore che guida la Federazione è fumo negli occhi.
Un bravo calciatore non ha in automatico le competenze per fare il politico. Vedete come è finito Platini in Uefa. Altrimenti davamo la Fifa a Maradona. Immaginate un po'. Sì, ma era un Campione. Tommasi, finora, ha perso tutte le sue battaglie politiche. Prima appoggiando Albertini, poi Abodi. Adesso tenta la scalata diretta. Ma attenzione al "non c'è due senza tre". La categoria che rappresenta, quella dei calciatori, è la più disastrata di tutti. Non ha risolto problemi ai calciatori ma li ha creati. Partiamo da un presupposto. Quando parliamo di calciatori cancellate dalla testa Buffon, Chiellini, Immobile etc etc.
Quelle sono delle star che guadagnano vagonate di soldi ma rappresentano una piccola, piccolissima percentuale degli iscritti all'AIC. I calciatori sono quelli di B e C. Sono i disoccupati. La percentuale più alta è rappresentata da quelli che prendono, se li prendono, 1.200 euro al mese. Quelli che, per colpa di queste regole che l'AIC non ha saputo combattere, a 23 anni sono già fuori dal campo. Per non parlare dei portieri che a 22 anni sono già tutti disoccupati perché in porta "ci va l'Under".
Questi sono i calciatori che dovevano essere tutelati dal proprio Presidente e, invece, sono stati ignorati perché il Presidente era impegnato a fare politica e a rappresentare se stesso più che la categoria. E cosa fanno i calciatori a fine carriera? Anche quelli che guadagnano bene, non le stelle, molte volte finiscono senza soldi e senza lavoro, con una depressione per non saper far nulla il giorno dopo aver smesso di giocare a calcio. I calciatori facciano i calciatori, i politici del pallone facciano la politica.
Ma mandiamo al potere solo chi è capace. Potrebbe candidarsi, non è ancora detto, il Presidente della Lega Pro, Gravina. Sarebbe un nome e una figura vincente. Un uomo di sport ma allo stesso tempo imprenditore. Perché la FIGC, alla fine, è un'azienda. Gravina ha tutte la carte in regola per cambiare il sistema e, adesso più che mai, serve un Presidente che attui le riforme. Non con le parole ma con i fatti. Gravina è abbastanza folle per fare tutto ciò. Contro tutto e tutti".







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