Criscitiello: "Caso Parma, se un calciatore denuncia è infame spione: diventa difficile..."

Il giornalista parla dell'ultimo caso di Spezia-Parma che starebbe sotto gli occhi della Procura Federale.
Michele Criscitiello, nel suo editoriale su Tuttomercatoweb.com, si occupa del caso Spezia-Parma, evidenziando: "Venerdì sera, in diretta su Sportitalia, abbiamo dato la notizia dell'indagine della Procura Federale sui fatti di Spezia-Parma. Abbiamo fatto una piccola ricostruzione, poi sono emersi i dettagli. Premesso che, in Italia, esiste ancora la presunzione di innocenza non vogliamo dare colpe a nessuno ma va detta qualcosa.
Non abbiamo il cellulare di Calaiò e Ceravolo sotto controllo, quindi, non sappiamo se realmente hanno mandato sms, a chi e cosa hanno scritto. Quindi in assenza di prove diventa complicato, almeno da parte nostra, dare giudizi e sentenze. Ammettiamo, però, che i calciatori X e Y di una squadra realmente abbiano scritto ai calciatori J e Z dell'altra squadra e abbiano chiesto di farsi da parte, visto che il campionato per loro era ampiamente finito e i saldi di fine anno erano iniziati da tempo.
Il problema, in questo caso, sono le regole. Dai fatti di Siena in poi sono cambiate molte cose. Se il calciatore che riceve gli sms non denuncia deve essere squalificato da regolamento. Se denuncia è un infame spione. Capite da soli che diventa difficile denunciare un collega. Quello che deve fare il calciatore è mandare a cagare il collega e giocarsi la sua partita alla morte. Sarà un problema della Procura Federale oppure della Procura della Repubblica scoprire e indagare sul reato.
Troppo facile aspettare le confessioni a priori di un calciatore che dovrebbe spifferare tutto anche solo se è venuto a conoscenza di un possibile aggancio di un suo collega. I calciatori dello Spezia hanno denunciato. Bene. Allora tutti dovrebbero denunciare tutti. Perché sinceramente non credo che, anche in campo, qualcuno non abbia avvicinato i calciatori dello Spezia viste come sono andate le ultime partite dei liguri con la salvezza, da tempo, conquistata. Ammettiamo che i calciatori X e Y abbiano realmente mandato questi sms di spontanea volontà, quale colpa avrebbe il club in questione?
La responsabilità diretta, appurata, ha un senso, certo. La responsabilità oggettiva non ha un minimo senso. Io società dovrei controllare i telefoni di tutti i 30 calciatori in rosa? Diventa impossibile controllare tutto. E' lapalissiano che le società possono, anzi devono, pagare sulla propria pelle solo se una combine parte da Dirigenti o Presidente. Sono regole che andrebbero cambiate da tempo ma, dopo anni, siamo ancora con regolamenti vecchi e pieni di controsensi. Poi, però, nessuno si ricorda che nell'Atalanta, in serie A, gioca ancora un tal Andrea Masiello".







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