Cortese: "Aneddoto Sormani-Maldini. Vi svelo cosa mi ha detto un amico vicino al Milan"

Maurizio Cortese, stimato organizzatore di eventi e gourmet napoletano, ha raccontato un retroscena sul Milan e soprattutto su Paolo Maldini.
Maurizio Cortese, apprezzato gourmet napoletano ed organizzatore di eventi, ha raccontato un aneddoto che riguarda uno dei più grandi calciatori di sempre della storia del calcio, ovvero Paolo Maldini. "Non ricordo nemmeno più quanti anni fa, ma quella volta mi trovai in pizzeria dal mio amico Giorgio Moffa che ne aprì una con il fratello Ciro, la prima Trianon lontano dalla sua sede storica napoletana, a pochi passi da casa mia in via del Parco Margherita. Ero in compagnia di Dodo Sormani - racconta - giovane promessa del calcio italiano e figlio di Angelo, centravanti brasiliano del Napoli agli inizi degli anni settanta. Ricordo che in quella occasione lo presi bonariamente in giro, perché sebbene fosse tecnicamente molto bravo, se non ricordo male in quel periodo giocava nel Rimini, Paolo Maldini proprio in quegli stessi giorni, appena diciassettenne, esordì in serie A con il Milan e subito dopo in Nazionale, e appunto scherzando gli dissi che Maldini avendo anche lui il padre calciatore era stato meglio raccomandato".
"Lui mi riprese subito: "Raccomandato? Tu non sai quanto è forte Paolo Maldini, se parte palla al piede non lo prendi più, è un rullo compressore". Aveva proprio ragione - continua Cortese - infatti oggi si può dire che sia stato il terzino più forte di sempre del calcio italiano, oltre che un campione, un esempio anche fuori dal campo e soprattutto dotato di grande umiltà, tanto che di recente ho letto una sua intervista nella quale si è dichiarato uno dei calciatori più perdenti della storia del calcio italiano in relazione alle tante competizioni e varie finali disputate e perse, nonostante nella sua carriera avesse vinto la bellezza di sette scudetti, cinque coppe dei campioni, due coppe intercontinentali, cinque supercoppe europee, una coppa Italia e cinque supercoppe di lega. Oggi è dirigente del Milan e un amico vicino alla squadra mi dice che abbia grande influenza sui calciatori, soprattutto quelli più giovani. E con il Napoli che si è inceppato proprio sul più bello, mi farebbe piacere principalmente per Paolo Maldini, per il grande campione che è stato e per l'uomo che è, se a vincerlo fosse proprio il Milan. Perché il calcio, oggi più di ieri, ha bisogno di credibilità, di campioni, di bandiere vere, di cuori da convincere e di storie belle da raccontare".








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