Coronavirus, Severgnini: "Lombardi primi della classe: vedo troppo astio". Forgione gli risponde

Angelo Forgione, giornalista e blogger napoletano, ha pubblicato un messaggio sui suoi profili ufficiali social.
Beppe Severgnini, nel corso di un intervento a La 7, ha parlato di "eccessivo astio" nei confronti della Lombardia, regione colpevole, secondo molti, di non avere gestito al meglio l'emergenza sanitaria provocata dal Coronavirus. Severgnini parla dei lombardi come dei "primi della classe". Questo è il commento di Angelo Forgione su Facebook: "Severgnini da Crema è preoccupato. Sente astio e crudeltà eccessiva verso la sua #Lombardia e l'inattaccabile #Milano, verso "i primi della classe", e fa trasparire tutta la presunzione e l'arroganza padana, le stesse che hanno generato il bubbone lombardo insieme alla superficialità gestionale".
Forgione ha aggiunto: "Una miscela fatale che ha messo in ginocchio una regione e bloccato una nazione intera. I responsabili sono esattamente lì, e dovranno essere individuati quando l'emergenza sanitaria sarà contenuta. I primi a volerlo sono proprio i lombardi, il popolo che più di tutti sta soffrendo le pene del #Covid19. La Lombardia, intesa come sistema, si è rivelata molto presto il grande problema. I contagiati lombardi rappresentano il 38% del dato complessivo nazionale. I decessi in Lombardia rappresentano ben il 53% dell'intero computo italiano. Questo vuol dire che se si escludesse la Lombardia dai dati nazionali l'Italia presenterebbe dati di normalità assoluta, ritrovandosi ultima per decessi e penultima per contagi. Aggiungiamoci anche che la curva di flessione in Lombardia è anche la più lenta ad abbassarsi, e il quadro è ben definito. Ci sta pensando #DeLuca a chiudere l'intera Campania, alla fine del lockdown, per evitare contagi lombardi se dovessero essere ancora tanti, e via con le accuse di razzismo, come quello della signora di Ischia che al principio di tutto accusò i turisti settentrionali sull'Isola. Già allora #Severgnini e tutta la pletora dei benpensanti levarono gli scudi. Oggi il problema non è chiedere scusa ai meridionali per tutto, a partire dalla secolare denigrazione, e creare un'altra Italia. Macché, c'è da preservare il prestigio dei "primi della classe", i primi responsabili delle morti e della disperazione in Lombardia e oltre. E state certi che sarà il Sud piagnone, anche questa volta, a pagare per la ripresa del Nord arrogante".







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