Logo AreaNapoli.it

Coronavirus, Petroni: "Ecco cosa accadrà nella fase 2. Le conseguenze dell'epidemia"


,
Pubblicato nella sezione Interviste
Coronavirus, Petroni: Ecco cosa accadrà nella fase 2. Le conseguenze dell'epidemia

Fabio Petroni ha parlato delle conseguenze del Coronavirus nel corso di una lunga intervista rilasciata a Tuttomercatoweb.com.


Fabio Petroni, rappresentante di Alivision, società che detiene anche le quote del Trapani Calcio, ha parlato delle conseguenze del Coronavirus ai microfoni di TuttoMercatoWeb. Paese bloccato e nessuno viaggia. Inevitabile non risentirne per chi si occupa di trasporti. “Il nostro e un trasporto specifico, ci occupiamo di transfer aeroportuali e indubbiamente, oggi, i trasporti sono bloccati. Ma siamo fiduciosi che ci sarà una ripresa di questo mercato specifico. Chiaro, non si potrà più continuare a svolgere il servizio ma regioni e comuni si stanno adoperando”.

Cosa cambierà?


PUBBLICITÀ

“Siederà una persona ogni tre posti. Un pullman da sessanta persone, ne trasporterà venti”.

Meno persone sui pullman Terravision, meno guadagni. Come la gestirà?

“La traslazione di costi non dovrebbe gravare soltanto sulle aziende ma anche sulla collettività”.

Praticamente voi, come altre aziende dello stesso settore, probabilmente aumenterete il costo dei biglietti...

“Si troverà una mediazione. Una parte a carico dell’azienda e un’altra dell’utente. Altrimenti non ci sarebbero le condizioni per sostenere i costi. Si entra in una fase nuova”.

Meno incassi per Alivision, meno risorse da investire nel calcio?

“Sono pienamente d’accordo con quanto sostenuto dal presidente dell’Entella. Dobbiamo abituarci a società calcistiche che stanno in piedi con le loro forze. Dovremo fare un bagno di umiltà. Così, forse, avremo un calcio più snello ma probabilmente più sano. Sicuramente il modo di fare calcio cambierà. Benché ci sia un contributo dai diritti televisivi dovremo stringere i costi. Il Trapani è una delle società più virtuose, tra quelle che ha speso meno. E inevitabilmente bisognerà ridurre i costi”.

Riduzione stipendi ai calciatori: lei come la vede?

“Se non si tornerà a giocare spetterà società regolarsi per marzo, aprile, maggio e giugno. In assenza della prestazione non c’è obbligo di pagamento. Ma si troverà, di concerto con la squadra, eventualmente, una soluzione”.

A proposito di stipendi. Il Trapani ha pagato i dipendenti?

“Abbiamo risolto la situazione. Anche i nostri ricavi hanno risentito del Coronavirus: alcuni sponsor hanno difficoltà. Siamo stati un po’ penalizzati”.

Sul campo, che stagione è stata? Con Castori le cose sono andate meglio.

“Il Trapani è partito con un forte handicap rispetto a tutti: quando gli altri erano pronti per partire per il ritiro noi stavamo progettando l’iscrizione con tante situazioni lasciate della gestione precedente a cui dover fare fronte: stipendi non pagati da mesi e tante altre cose. Siamo partiti per il ritiro in Trentino con nove calciatori e alcuni ragazzi della Primavera. Poi alcune scelte sono state ben fatte e altre meno. Ho un’ottima opinione del lavoro svolto da Baldini, che però ha pagato l’inesperienza. Con Castori e il mercato fatto a gennaio il Trapani ha ottenuto risultati brillanti, con il solo girone di ritorno saremmo dodicesimi. Senza sfortunati autogol e qualche svista avremmo meritato qualche punto in più. Sono ottimista per il futuro. Siamo stati interrotti in una fase positiva, peccato”.

Ritiri blindati e accorgimenti vari. Vada per la Serie A, ma in B diventa complicato. Voi sareste pronti?

“Oggi risponderei di no... Quattro dei nostri calciatori avevano problemi familiari , sono partiti e li abbiamo richiamati dall’estero. Oggi non siamo in grado di far fronte alle prescrizioni, ad esempio noi non abbiamo il centro sportivo. Ci siamo iscritti ad un campionato che prevedeva un determinato percorso ben definito che oggi è stravolto. Comunque, come dimostra l’atteggiamento di assoluta disponibilità e collaborazione in Lega del Dottor Mangiarano, ci porremo in modo costruttivo. Ma non ci chiedano l’impossibile”.

Le squadre del Nord al Sud per riprendere il campionato. È la soluzione giusta?

“È una fase in cui si deve pensare all’interesse generale. E avrei un’obiezione più profonda: far giocare le squadre al Sud sarebbe un’ulteriore ghettizzazione. C’è stata una forma di discriminazione nei confronti della Lombardia quasi a capovolgere la situazione e il loro senso di superiorità verso il Sud. Ma chi viene dal Nord non può certo essere considerato un untore. Nelle difficoltà dobbiamo essere uniti. E credo che sarebbe un errore costringere le squadre del Nord a giocare al Sud”.

Come cambieranno vita ed economia dalla Fase 2 in poi?

“Se come dice giustamente Draghi non immettiamo liquidità e non prestiamo attenzione alle aziende andiamo a fondo. Guardiamo l’aspetto positivo di questa situazione: con le persone chiuse in casa l’ambiente ha ripreso a vivere. Non si potrà continuare a produrre con le stesse emissioni e le modalità non dovranno essere inquinanti come adesso. Vale per tutto il mondo. Non possiamo continuare così. Rimoduliamo il nostro modo di vivere e produrre. Il calcio deve fare da elemento trainante. Noi, ad esempio, rimoduleremo lo stadio e lo adatteremo alle condizioni di ecosostenibilità. Inoltre ogni calciatore avrà la propria borraccia, basta bottiglie di plastica. E Terravision dal 2021 non comprerà poi pullman che non siano elettrici. L’auspicio è di avere, entro il 2026, una flotta esclusivamente elettrica”.


PUBBLICITÀ

Ultimissime notizie
Guarda suYouTube logo
Prossima partita del Napoli
VillarrealVillarreal
NapoliNapoli
Villarreal-Napoli, i precedenti
Champions, martedì 13 ottobre alle 21:00