Coronavirus, Conte chiude Lombardia e 14 province. Positivo il governatore del Piemonte

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in una conferenza stampa tenuta la scorsa notte, ha spiegato i provvedimenti del Governo.
"Non ce lo possiamo permettere". Queste, come riporta l'edizione on line della Gazzetta dello Sport, la parole del premier Conte rispetto all'ipotesi di un contagio ancora più diffuso (in Italia sono ora 5.061 i positivi), quando nella notte si è presentato in conferenza stampa per spiegare i motivi delle nuove, durissime, misure che coinvolgono la Lombardia e altre 14 province italiane. La bozza circolata nella serata di ieri con provvedimenti in vigore da oggi al 3 aprile è stata dunque firmata da Conte, con alcune modifiche, come il numero delle province coinvolte oltre all'intera Lombardia.
Non più 11 ma 14: Modena, Parma, Piacenza,Reggio Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Alessandria, Asti, Novara, Verbano Cusio Ossola, Vercelli, Padova, Treviso e Venezia. La sostanza è però quella nota: occorre "evitare in modo assoluto ogni spostamento in entrata e in uscita dai territori" anche "all'interno degli stessi, salvo che per quelli motivati da indifferibili esigenze lavorative o situazioni di emergenza". Consentito anche il rientro nelle prossime ore al proprio domicilio, abitazione o residenza. Conte ha anche aggiunto: "Con il nuovo decreto non ci sono più le zone rosse, i focolai stabiliti all'inizio. Non c'è più motivo di tenere le persone di Vo' e del lodigiano in una zona rossa confinate. Sono state create zone più ampie". Dunque la "mobilità è ridotta" ma non è un "divieto assoluto", ha spiegato Conte, "non si ferma tutto", non si bloccano treni e aerei, ma la polizia potrà fermare i cittadini e chiedere loro perché si stiano spostando. Il divieto di lasciare la propria abitazione è però assoluto per chi si trova in quarantena.
Dopo il segretario del Pd e presidente del Lazio Zingaretti, questa mattina è risultato positivo anche il governatore del Piemonte Alberto Cirio. Le sue condizioni di salute sono buone e continuerà a lavorare "inevitabilmente a distanza". "Sto bene, non ho sintomi — ha detto Cirio — mi sono sottoposto al tampone per via l'incontro di Roma di mercoledì (a cui era presente Zingaretti, ndr), ma continuerò a lavorare per il governo della Regione da casa".







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