Coronavirus, Burioni: "Speravamo di non darvi questa notizia. Chi torna dalla Cina stia in quarantena!"

L'immunologo in un post su Facebook: "Spero che i politici lo capiscano perchè le conseguenze di un errore sarebbero irreparabili".
"La notizia che non volevamo darvi è arrivata. Il nuovo coronavirus è in Italia e ci è arrivato esattamente nel modo in cui dagli inizi di gennaio vi avevamo detto sarebbe arrivato: un individuo proveniente dalla Cina che, praticamente asintomatico, ha infettato un italiano, che ha infettato altre persone". Così ha scritto e detto su Facebook e Twitter l’immunologo Roberto Burioni, in riferimento ai primi casi di contagio da coronavirus in Lombardia. E aggiunge: "Spero che i politici lo capiscano, perché le conseguenze di un errore sarebbero irreparabili. Abbiamo sempre sostenuto che i pazienti asintomatici potevano trasmettere la malattia ci hanno dato dei bugiardi e dei male informati. Abbiamo sempre sostenuto che l'isolamento delle persone provenienti dalla Cina era l'unico modo efficace per evitare il diffondersi del virus in Italia: ci hanno detto che eravamo allarmisti e fascio-leghisti. Ora spero che sia evidente che in entrambi i casi avevamo ragione. Era facile avere ragione, perché bastava leggere i lavori scientifici e le notizie affidabili, senza gli occhi offuscati dall'ideologia o da secondi fini".
Burioni invita poi a non avere panico: "Allo stesso modo adesso vi diciamo: niente panico. I casi sono solo sei, non stupiamoci se ce ne saranno altri: però, quello che dobbiamo fare è bloccare ora questo virus. La modalità è semplice: tutti quelli che hanno avuto un contatto con le persone infettate devono stare in quarantena. Volontaria, obbligatoria, con la porta chiusa o con la porta aperta non importa. Tutti in isolamento per quattordici giorni. E lo stesso deve valere, senza alcuna eccezione, per chi viene in italia dalla Cina, facendo scalo in altri aeroporti. Ripeto, niente panico. Niente polemiche. Non è il momento del panico e non è il momento delle polemiche. È Il momento di prendere le decisioni giuste per bloccare la diffusione di un pericolosissimo virus".Le ultime notizie mi portano a ripetere per l’ennesima volta l’unica cosa importante. Chi torna dalla Cina deve stare in quarantena. Senza eccezioni. Dal primo giorno ho sostenuto che la pericolosità di questo virus sta nella contagiosità degli asintomatici. Dal primo giorno alcuni mi hanno dato contro. Dal secondo giorno i fatti hanno dimostrato che avevo (purtroppo) ragione".







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