Corbo: "Il calcio italiano è un'azienda sotto racket: chieda protezione al governo"

Il noto giornalista dopo i tafferugli in autostrada: "Colpire Napoli e Roma sarebbe un qualcosa di assurdo".
Antonio Corbo, firma de 'La Repubblica' ed ospite abituale dei microfoni di Radio Marte, è stato intervistato dall'emittente campana. Nel corso del suo consueto intervento, il giornalista napoletano ha espresso alcune considerazioni sul calcio italiano: "Scontri tra tifosi Napoli e Roma: il club azzurro è parte lesa o rischia qualcosa? Non ci saranno punizioni contro le società? Sembra un'ipotesi assolutamente immotivata e assurda, l'idea di colpire i club per quanto fatto da quelle persone".
"Questa storia - ha analizzato Corbo - deve essere gestita dalla Giustizia Ordinaria. Il calcio deve chiedere al governo protezione, più che soldi. Il calcio è un'azienda importante; è come se fosse sotto pressione, un'azienda sotto racket. Va protetto e tutelato. Non c'entra niente quello che è successo in autostrada, con l'amministrazione della giustizia domestica. Ci potranno essere delle condanne e dei DASPO, ma non ripercussioni per Napoli o Roma".








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