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Corbo: "Ho una chicca su Bigon. Sono contro i tifosi per un motivo"


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Pubblicato nella sezione Interviste
Corbo: Ho una chicca su Bigon. Sono contro i tifosi per un motivo

Il giornalista Antonio Corbo, editorialista de La Repubblica, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Si gonfia la rete, trasmissione in onda sulle frequenze di Radio CRC.


Il giornalista Antonio Corbo, editorialista de La Repubblica, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Si gonfia la rete, trasmissione in onda sulle frequenze di Radio CRC. "La possibilità di andare in Champions non deve essere assolutamente sottovalutata: significherebbe avere più soldi, il che incoraggerebbe la Società a spendere e, magari, a fare una scelta più ambiziosa anche per quanto riguarda l'allenatore. Non si può uscire dal novero delle grandi in un campionato così modesto. La gara con la Lazio sarà fondamentale anche per Benitez, interessato ad una rivalutazione personale dopo aver sprecato il suo prestigio. Ritiro chiesto direttamente dalla squadra? Non sono d'accordo: l'allenatore deve creare un'atmosfera di coesione morale ma, soprattutto, deve prendersi le sue responsabilità. E' il momento di democrazia sospesa: comanda lui e gli altri devono interpretare, sennò diventa una Babele, un'anarchia che c'è già stata in maniera strisciante, con i calciatori che giocavano secondo l'indole personale, dando chi il venti, chi il trenta e chi il cento percento. Questa squadra è disomogenea nell'approccio e nell'impegno, spesso gli azzurri sono assolutamente abulici. Il Napoli è da rifondare e ciò può avvenire soltanto investendo in una mente tecnica che spenda bene i soldi. De Laurentiis è il primo nemico di se stesso; al contrario di quanto dicono in tanti, spende, ma non sempre lo fa nel modo giusto. Sono contro i tifosi, che si lamentano accusandolo di avere il braccino corto; la verità, infatti, è che spende anche troppo. L'ultimo difensore dal passo breve è stato Grava; per non parlare del centrocampo, dove non si vede un uomo di qualità dai tempi di Romano. Può sembrare esagerato ma lo dico: alla Juve avrei strappato due personaggi chiave come Marotta e Paratici, capaci di prende Pogba a zero e fare ottimi affari come Tevez e Llorente. La vera sfida la si fa strappando personaggi che portano ad alti livelli; magari risparmiando sul marketing, dove il Napoli è molto avanti. Si tratta di punti nevralgici, così come lo stadio, che deve essere gestito in un certo modo. Vi regalo una chicca su Bigon: ha tenuto un discorso a Coverciano parlando della sua attività a Napoli e si è molto vantato di essere un dirigente che interpreta il ruolo non staccandosi mai da allenatore e squadra. Ha parlando dell'area tecnica e dello scouting come settori un po' distanti da lui, dicendo che il presidente sceglie i giocatori e lui li va a trattare. Ferlaino, che ne sapeva di calcio, a differenza di Aurelio si è sempre circondato di grandi dirigenti come Marino, Moggi e Perinetti, ai quali dava ampi poteri. Questo non va dimenticato".


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