"Conte faceva un segno con la mano e gridava un solo nome in panchina". Il retroscena

Il bordocampista di Dazn, Alessio De Giuseppe, ha rivelato un retroscena dalla panchina di Antonio Conte durante Napoli-Lecce.
L'inviato di Dazn, Alessio De Giuseppe, presente a bordocampo per le partite degli azzurri al Maradona, ha rivelato alcuni retroscena dalle panchine, che riguardano la partita che si è giocata sabato scorso tra il Napoli ed il Lecce in quel di Fuorigrotta.
De Bruyne poesia del calcio
Sul rientro di De Bruyne a grandi livello: "È una poesia in movimento. Ogni volta che tocca il pallone ha qualcosa di speciale. Anche quando fa cose apparentemente normali, le fa con un’intelligenza e con un’aura completamente diversa. È un privilegio poterlo vedere da vicino nel nostro campionato. Si percepisce chiaramente anche quanto sia centrale nel gioco del Napoli".
"Kevin, Kevin, Conte gridava solo il suo nome"
Il retroscena da bordocampo: "Quando è entrato in campo, Conte continuava a chiedere ai suoi di cercarlo. Gridava solo il suo nome, ‘Kevin, Kevin’, e quando magari non veniva sentito faceva il segno dell’undici con le mani per indicare di passare dal numero 11. È il giocatore da cui passa il gioco del Napoli, un po’ come accadeva in passato con altri riferimenti offensivi nelle squadre di Conte. Il racconto degli Scudetti? Per me è una grande fortuna aver potuto raccontare due scudetti del Napoli. Ho vissuto da vicino giornate incredibili per la città e per la storia del club. Raccontare quei momenti, vedere la gioia della gente e l’atmosfera della città è qualcosa che resta per sempre".






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