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Conte: "Juve e Napoli partono da due livelli diversi. Nessuno cancella la mia storia. I pro e i contro senza le coppe"

Conferenza stampa di Antonio Conte per presentare la gara di campionato tra Juventus e Napoli valida per la quinta giornata del campionato di Serie A 2024-2025.


Alessandro SepeAlessandro SepeDirettore responsabile

19/09/2024 13:49 - Interviste
Conte: Juve e Napoli partono da due livelli diversi. Nessuno cancella la mia storia. I pro e i contro senza le coppe

Antonio Conte ha parlato in conferenza stampa, il tecnico ha presentato la gara Juventus-Napoli valida per la quinta giornata del campionato di Serie A 2024-2025. L'allenatore salentino ha risposto alle domande dei giornalisti presenti nella sala stampa del centro sportivo di Castel Volturno. "Prima d'iniziare la conferenza stampa vorrei rivolgere un pensiero per la scomparsa di Totò Schillaci morto a soli 59 anni. Per noi del Sud è stato un emblema, una persona che ce l'aveva fatta ad arrivare in alto. Per noi del Sud è stato un grandissimo esempio, mi dispiace tantissimo. Quando sono arrivato alla Juventus nel 1991 lui era già un giocatore affermato, è stata un'ottima persona. Juventus-Napoli arriva troppo presto? Per tutte quante le squadre con il fatto che il mercato sia finito tardi c'è una fase di assestamento, tanti giocatori nuovi sono arrivati da pochissimo giorni, stiamo lavorando sodo per trovare la giusta quadra. Chi ha tempo non aspetti tempo, ogni partita vale 3 punti. C'è la necessità di vedere buone prestazioni e fare punti. Mi aspetto di dare continuità, dobbiamo continuare a crescere. Ogni partita sarà per noi un test importante".

"Quello contro la Juventus è un esame? Sono d'accordo, ogni partita può essere un esame, test che dobbiamo affrontare con la massima serietà possibile a prescindere dall'avversario che ti trovi di fronte".

"La Juventus ha speso 200 milioni sul mercato? Ci auguriamo che possa essere una sfida che possa contare qualcosa che possa avere un valore importante per entrambe le squadre. Si parte su due livelli diversi, rispetto alla scorso campionato ci sono 18 punti da recuperare dai bianconeri, da parte nostra e loro c'è voglia di rivalsa. Una squadra come la Juventus non può accontentarsi di arrivare terza, da parte nostra non possiamo pensare di arrivare a 40 punti dal primo posto e 20 dalla Juventus".

"Le mie emozioni per affrontare la Juventus? E' inevitabile, la mia storia parla chiaro. Ho trascorso 13 anni alla Juventus da calciatore, sono stato anche capitano, abbiamo vinto praticamente tutto. Ho avuto la possibilità di fare l'allenatore per tre anni aprendo un ciclo storico per la Juventus. Faccio parte della storia della Juventus per quello che ho fatto e dato. Da calciatore è più semplice fare la propria strada, Bruscolotti per esempio ha sempre giocato al Napoli, così come Maldini e Baresi al Milan, Totti alla Roma. Da allenatore invece è impossibile decidere la propria carriera, la carriera da allenatore mi ha portato in piazze diverse dalla Juventus che ho sempre onorato e sposato. Oggi ho il piacere immenso di allenare il Napoli, sono una persona del Sud, per me è motivo di orgoglio ed emozione. La mia storia non la può cancellare nessuno, sarà una grande emozione tornare in quello stadio. Così come sarà emozionante sfidare il Napoli da avversario tra un bel po' di anni".

"Se ho provato nuovi moduli? Dobbiamo indossare un abito bello, vogliamo offrire sempre uno bello spettacolo a livello calcistico. Durante le partite devi essere pronto a sporcati l'abito appena fatto dal sarto, bisogna essere bravi a sporcarsi. E' un ottimo connubio per le squadre che possono vincere. L'Inter ieri ha giocato in casa del Manchester alternando momenti nei quali ha giocato a calcio ad altri a difendersi tutti dietro la linea della palle dimostrando di essere una grande squadra. L'anno scorso nel Napoli non c'era grande voglia di difendere e compattarsi con la giusta grinta, su questo aspetto stiamo lavorando molto".

"Rispetto alla scorsa stagione abbiamo cambiato 13-14 giocatori, l'aspetto fisico è importante, un top player deve essere forte, veloce e resistente. Ci sono stati dei cambiamenti, sono arrivati dei calciatori nuovi che stiamo inserendo sulla base dei 10-12 giocatori che abbiamo confermato insieme al club".

"Thiago Motta? Raccoglie l'eredità pesante di Allegri che ha scritto pagini importanti di storia. Allenare la Juventus non è mai facile. Thiago Motta è stato un mio calciatore, è nella rosa della nazionale italiana che scelsi per gli Europei, si tratta di un ragazzo molto serio e bravo, a Bologna ha fatto benissimo. Gli auguro il meglio dal punto di vista umano"

"E' un vantaggio non giocare le coppe? Dal punto di vista lavorativo hai il vantaggio di lavorare di più con la squadra, quando arrivi in un nuovo club hai bisogno di tempo per lavorare sulle proprie idee. Se avessimo giocato tre partite a settimana saremmo rimasti fregati su tanti punti di vista. Lo svantaggio invece è relativo alla rosa che non è competitiva come quella che giochi in Europa, invece di 25 giocatori competitivi ne abbiamo solo 16-18".

"A che punto sono McTominay, Gilmour e Neres? Più tempo passa più entrano nella nostra idea di gioco. Questi giorni ci sono serviti a lavorare con loro, hanno iniziato a capire la nostra idea di calcio e adattarsi alla nostra tipologia di lavoro. Sono contento perché ho dei ragazzi molto ricettivi, sono ragazzi che ci daranno un buon apporto".

"Il Napoli concede troppo in fase di copertura? Tutto vorremo sempre la partita perfetta, fare 4 gol e senza far mai tirare l'avversario in porta, mi auguro un giorno di arrivare a giocare la partita perfetta avendo il dominio totale, ma sapete benissimo che la partita perfetta non esiste. Nel campionato italiano tutti studiano, fa parte del gioco che gli altri attaccano. Nelle ultime tre partite abbiamo subito un solo gol".

"Tanti falli su Kvara, è poco tutelato? Odio il gioco violento, fare entrate cattive per fare male un calciatore non è da uomo. A Cagliari vi è stato un fallo per intimidire Kvara dopo 30 secondi, l'arbitro doveva sanzionarlo almeno con un giallo. Bisogna proteggere il gioco del calcio".

"Un aneddoto su Schillaci alla Juventus? Ci sono diversi ricordi, arrivavo da Lecce alla Juventus, da persona del sud avevo molto legato con lui, è sempre stato molto disponibile. Quando arrivai alla Juventus erano tutti campioni, davo del voi a tutti quanti. Lo vedevo come un vero e proprio idolo".

"Lo spirito di gruppo è sempre stata l'arma vincente. Per chi vuole ambire a fare qualcosa di importante non deve mai mancare questa unione. Ho trovato un gruppo di ragazzi perbene. Nessuno pensava per se stesso. Da questo punto di vista è stato più semplice battere su questi tasti. Lo spirito di gruppo si costruisce anche nelle cadute. Bisogna affrontare e migliorare i momenti difficili, come accaduto a Verona, la comunicazione mia deve essere diretta. Meglio una brutta verità che una bella bugia. In futuro noi ci dobbiamo guardare sempre negli occhi. Anche una brutta verità serve per guardarci negli occhi", ha detto in conclusione.

 Per vedere la conferenza stampa clicca sul play sottostante:

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Alessandro SepeAlessandro Sepe
Direttore responsabile e co-fondatore di AreaNapoli.it, è giornalista pubblicista dal 2013. Laureato in letteratura e storia italiana, è da sempre appassionato di calcio e di giornalismo sportivo.

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