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Condò: "Juve locomotiva del calcio italiano. A De Laurentiis non si può rimproverare nulla"


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Pubblicato nella sezione Interviste
Condò: Juve locomotiva del calcio italiano. A De Laurentiis non si può rimproverare nulla

Paolo Condò protagonista di una interessante intervista rilasciata in esclusiva al sito SoccerMagazine.it.


Paolo Condò è uno dei volti più conosciuti del giornalismo sportivo italiano. Suo è il voto proveniente ogni anno dallo Stivale per l’elezione del Pallone d’oro. Professionista dal 1981, Condò ha militato per lungo tempo tra le fila della Gazzetta dello Sport prima di approdare su Sky, affermandosi come uno dei più apprezzati osservatori del pallone nostrano e non solo. Condò ha rilasciato quindi un’intervista in esclusiva a Soccermagazine.it di cui vi riportiamo alcuni stralci:

Uno degli scossoni più recenti nel calcio italiano riguarda la Juventus, che oltre che allenatore sembra aver cambiato anche filosofia scegliendo Sarri. Il timore di molti addetti ai lavori è che il tecnico possa non rispettare il cosiddetto “stile Juve”. Lei come la vede?


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"La Juventus è la società “locomotiva” del calcio italiano e non sto nemmeno a spiegare perché, perché è evidente. Quindi il fatto che la società “locomotiva” del calcio italiano ha deciso di cambiare stile di gioco è positivo. Premesso che secondo me tutti gli stili di gioco hanno la loro dignità e quindi non faccio differenze tra uno e l’altro, secondo me la differenza è tra applicarli bene e applicarli male, non tra farne uno e farne un altro. Io ho il mio stile di gioco preferito, questa è una preferenza personale e ciascuno ha le sue preferenze. Io preferisco il tipo di calcio di Sarri, di Guardiola, di Klopp – anche se non è la stessa cosa -, piuttosto che il tipo di calcio della tradizione italianista. Premesso questo, sono contento che la Juventus ha abbracciato questo tipo di calcio e lo trovo molto interessante. Perché quando era successo altre volte – il paragone per esempio va subito al Milan – e quando Berlusconi scelse Arrigo Sacchi in quel momento il Milan non lo era ancora, ma si apprestava a diventare in quell’epoca la società “locomotiva” del calcio italiano. E quindi il fatto che Sacchi ottenne i risultati che ottenne col Milan poi portò a un effetto “plagio” che a mio parere produsse il decennio di calcio italiano più bello – non soltanto per il Milan, ma anche per altre squadre -, che io ho visto. Quindi, in questo senso, io faccio parte di quelli che sono contenti che la Juventus ha scelto Sarri".

In questi anni, a Napoli, De Laurentiis è sempre rimasto inviso a buona parte della tifoseria, nonostante i risultati raggiunti alla fine siano stati eloquenti, tanto che molti altri club si stanno aggiudicando non solo intuizioni, ma anche proprio giocatori e allenatori passati in azzurro. Lei cosa direbbe a questi tifosi azzurri più diffidenti?

"Quando si verificano queste situazioni, che non sono soltanto di Napoli, io suggerisco sempre a tutti di mettersi nelle scarpe dell’altro. Dato che per i risultati non solo non gli puoi dire niente, ma ti devi solo complimentare per i risultati che ha ottenuto il Napoli in questi anni, a De Laurentiis viene rimproverata una certa freddezza nella trattazione dell’argomento calcistico che però ha portato questi risultati, in realtà. Una cosa che si può dire ai tifosi non può che essere di ragionare sul fatto che la presenza di De Laurentiis e della sua scarsa passionalità abbia avuto un peso nell’ottenimento di questi risultati, dall’altra parte è anche abbastanza facile e scontato dire a De Laurentiis: “Concedi qualcosa alla tua piazza dal punto di vista della passionalità. Continua a gestire il club come hai fatto in questo periodo, ma concedi qualcosa, perché tante volte ai tifosi basta poco”".


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