Condò: "Milano in Europa è un'idea che Ancelotti declina in due fasi. Ha emarginato Zola perchè..."

Il giornalista dell'emittente satellitare ha dedicato un interessante focus al club azzurro ed in particolare all'allenatore Carlo Ancelotti.
Paolo Condò, noto giornalista ed opinionista sportivo, conduttore televisivi, volto di Sky e firma de La Gazzetta dello Sport, ha espresso alcune considerazioni ai microfoni di Sky Sport. Questo il suo pensiero su Carlo Ancelotti affidato all'emittente satellitare: "Milano vicina all’Europa è un concetto che Carletto Ancelotti declina in due fasi diverse della sua vita: da vecchio saggio del centrocampo milanista prima e e da giovane tecnico di una formazione rossonera ricca di talenti poi. La sua storia in rossonero sembra esprimere un concetto solo: vincere."
Condò ha aggiunto: "Lì vince anche da allenatore e ripercorrendo i fasti di dieci anni prima conquista tutto: 1 Coppa Italia, 1 scudetto, 1 Supercoppa Italiana, 2 Coppe dei Campioni (nel frattempo diventate UEFA Champions League), 1 Supercoppa UEFA e 1 Coppa del Mondo per club. Ancelotti non ha dubbi: Milano è casa sua e lo sarà per sempre, ma per apprezzarla di più deve starne lontano. Carlo fa pratica in Nazionale, come assistente di Arrigo Sacchi e agli esordi, per non sbagliare, lui li schiera tutti, diventando l’uomo che sussurra ai campioni. E pensare che all’inizio stentava a capirli. A Parma aveva rifiutato Robi Baggio ed emarginato Zola perché il 4-4-2 era la sua unica spiegazione del mondo, e in quella scatola non c’entravano".







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