Commisso: "Juventus, tifosi da Sicilia e Calabria. Agnelli sono quello che sono grazie al Sud"

Rocco Commisso, presidente della Fiorentina, ha parlato nel corso di una intervista sulle pagine del Corriere dello Sport.
Rocco Commisso, presidente della Fiorentina, ha parlato ai microfoni del Corriere dello Sport, della situazione delicata che sta vivendo l'Italia in questa emergenza Coronavirus: “Far ripartire il calcio? Mi piacerebbe, perché vorrebbe dire che l’emergenza è finita, ma non saprei, non credo. Nessuno può dire cosa succederà tra due settimane, un mese. Se poi si ammala un altro giocatore, cosa facciamo? L’importante è non compromettere anche la prossima stagione. Noi abbiamo parlato dei nostri tesserati contagiati, ma gli altri?”.
Sul taglio stipendi della Juventus: “Ha dato il buon esempio, anche se non conosco i termini. Ma la Juve è una corporation, è quotata in Borsa. Non so se sia una linea da seguire, aspetto che la Lega esca con una proposta per tutti, finora non abbiamo fatto niente. Niente più colpi da 150 milioni? Lo penso anch’io. Non ci saranno, non dico per sempre, ma il ridimensionamento sarà uno degli effetti della crisi”.
Sulla possibilità di una Super Liga europea: “La Juve è italiana, ha tifosi che vengono dalla Calabria e dalla Sicilia per vederla. Agnelli e la Juventus sono diventati quello che sono grazie all’Italia. Questa della Super Lega è un’idea sua, un’idea che ha lui ma non credo arriverà mai a realizzarla”.
Chiosa su Federico Chiesa, obiettivo di mercato della Juventus: “Non possiamo incontrarlo adesso perché c’è il virus di mezzo, ma presto ci metteremo a un tavolo e ne parleremo. Avere un contratto nuovo è importante per noi e per lui”.







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