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Colonnese: "Consigli per gli acquisti al Napoli? Palombo, Vucinic ed un altro difensore”


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Pubblicato nella sezione Interviste
Colonnese: Consigli per gli acquisti al Napoli? Palombo, Vucinic ed un altro difensore”

Ciccio Colonnese, ex difensore del Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di “Amore… Azzurro”, programma sportivo in onda ogni mercoledì e sabato su Radio Amore.


Ciccio Colonnese, ex difensore del Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di “Amore… Azzurro”, programma sportivo in onda ogni mercoledì e sabato su Radio Amore. Ecco alcuni passaggi dell’intervista:


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Il futuro di Mazzarri ha condizionato il finale di stagione del Napoli? "Sicuramente, un po’ ha influito. Tuttavia, non credo che il Napoli potesse fare di più. Il terzo posto per gli azzurri equivale ad uno scudetto. Milan e Inter sono squadre costruite per vincere. Non è un caso che il Napoli abbia perso entrambi gli scontri diretti contro i rossoneri. Certo, è un peccato che da qualche mese si parli solo del futuro di Mazzarri invece di festeggiare questo straordinario risultato. Napoli è una città che ha fame di calcio e sarebbe stato più giusto sottolineare il raggiungimento di questo straordinario traguardo, anziché soffermarsi sul futuro del tecnico azzurro".


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Quanti e quali acquisti servono per confermare questo campionato ed onorare la Champions? "Credo che servirebbe un nuovo innesto in ogni reparto. Forse, qualcosa in più servirebbe a centrocampo, soprattutto, se dovesse partire Pazienza. In quel reparto, acquisterei un paio di elementi. Personalmente, ritengo che con tre o quattro acquisti il Napoli possa disputare un campionato di vertice".

Se parte Mazzarri potrebbe sgretolarsi anche lo spogliatoio? "E’ una riflessione giusta. Personalmente, quando ero nell’Inter vincemmo la Coppa Uefa e sfiorammo lo scudetto. Poi, l’anno dopo andò via Simoni e ci fu uno sfaldamento generale di tutto il gruppo. Eppure, eravamo gli stessi giocatori. Quando un allenatore riesce a stabilire un feeling particolare con i suoi ragazzi riesce ad ottenere il 100per cento da ognuno di loro. Cambiare non è mai facile. Oltretutto, il Napoli di Mazzarri quest’anno ha espresso un gioco entusiasmante e gran parte dei meriti per il traguardo raggiunto sono sicuramente attribuibili al tecnico toscano".

Fernández e Ruiz bastano per blindare la difesa in Champions League? "Credo che l’acquisto di un altro difensore sia necessario. Ruiz proviene da un calcio diverso, come quello iberico, ove non c’è molta attenzione per la fase difensiva. Questo ragazzo, oltre ad essere abituato a giocare in una difesa a quattro, è un difensore che ama giocare la palla. Forse, non è proprio un difensore puro. Non so neanche se riuscirà ad acquisire, nel corso della sua carriera, l’aggressività che serve ad un difensore per militare nel campionato italiano. Purtroppo, questa è una caratteristica che fa parte del DNA di un difensore e non credo che si possa acquisire sul campo. Onestamente, Fernández non lo conosco. Tuttavia, una cosa è vedere un giocatore in videocassetta o in tivù ed un’altra è vederlo all’opera nel nostro difficile campionato. Credo che servirebbe un altro difensore come Cannavaro o Campagnaro. Certo, non è facile trovarlo perché in giro non si trovano più elementi con queste caratteristiche".

Palombo è l’uomo giusto per il centrocampo azzurro? "Angelo è un ottimo centrocampista, perché garantisce qualità ed esperienza. Sarebbe un rinforzo importante, anzi mi meraviglio come nel corso della sua carriera non sia mai stato preso in considerazione da un grande club".

Un consiglio per l’attacco? "Vucinic, perché ha molto talento. Secondo me non ha mai espresso tutte le sue qualità, perché a Roma non è mai stato considerato una prima donna, ma è sempre stato considerato un rincalzo di lusso. Personalmente, l’ho marcato quando il montenegrino militava nel Lecce. Posso dire che già allora mi sembrava essere un attaccante fenomenale. Mi ricorda Ibrahimović. Il Napoli potrebbe ripetere l’esperimento fatto con Cavani, perché il montenegrino se avverte la fiducia dell’allenatore, in maglia azzurra potrebbe fare follie. Oltretutto, la Roma ha dei problemi economici e lui vuole andare via".

La mia esperienza napoletana? "Sono molto legato al club partenopeo. Quando andai via, lasciai Napoli tra le lacrime. Pur essendo nato a Potenza mio padre è sempre stato tifoso del Napoli. Torno spesso all’ombra del Vesuvio, perché ho tanti amici. Oltretutto, il Napoli mi ha dato l’opportunità di emergere nel calcio che conta. Noi, non eravamo una squadra forte come quella attuale, ma eravamo un bel gruppo, infatti, arrivammo in finale di Coppa Italia. L’entusiasmo della piazza partenopea ti resta dentro per tutta la vita".<(p>


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