Cobolli Gigli: "Juventus? Sono inca**ato nero. Una persona ci salvò dalla C"

Ai microfoni di Telelombardia, l'ex presidente della Juventus, Giovanni Cobolli Gigli, ha parlato del momento difficile dei bianconeri.
Intervenuto negli studi di Telelombardia, Giovanni Cobolli Gigli ha detto la sua sul terremoto accaduto in casa Juventus: "Se i consiglieri e le consigliere indipendenti si alzano una mattina e dicono che non sapevano nulla di questo tipo di gestione vuol dire che qualcosa all'interno non funzionava. Se fossero vere le accuse sugli stipendi differiti sarebbe un problema grave perché si tratterebbe di aggiotaggio. Ricordo un'intervista di Elkann nella quale ribadiva la fiducia nel lavoro di Andrea Agnelli ma sollevava una preoccupazione per una deriva pericolosa di chi si muoveva attorno al mondo del calcio come intermediari e procuratori. Mi stupisce che Elkann non sapesse nulla".
Poi sulla ferita ancora aperta di Calciopoli: "Una cosa che mi ha fatto inca**are nero è che l’Inter non fosse presente al processo. Dopodiché, quando il faldone dell’Inter è uscito, la cosa era prescritta...a quel punto ho detto ‘chi ha dato ha dato, chi ha avuto ha avuto’. Questo non vuol dire che ancora non sia inca**ato nero".
"Tifosi pensano che io abbia fatto poco per difendere la Juventus su Calciopoli? Io ho l’impressione che noi abbiamo fatto tutto quello che potevamo. Addirittura - arrivo a dire una cosa impopolare - l’avvocato Zaccone ha salvato la Juventus dalla Serie C, cosa che in pochi hanno capito ma è ciò che è successo” ha concluso Cobolli Gigli.






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