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Cobolli Gigli: "Juventus, addio scudetto", poi attacca Nedved, Agnelli e Arthur


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Pubblicato nella sezione Interviste
Cobolli Gigli: Juventus, addio scudetto, poi attacca Nedved, Agnelli e Arthur

L'ex presidente della Juventus non le ha mandate a dire nei confronti dell'attuale dirigenza ed anche di qualche calciatore di Max Allegri.


Giovanni Cobolli Gigli ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di 1 Football Club, programma prodotto da Il Sogno nel Cuore in onda sulle frequenze di 1 Station Radio. "La squadra di Max Allegri può risalire la classifica? Siamo onesti: non ha nessuna possibilità di vincere lo Scudetto, quest’anno. Poche, invece, sono le chance di arrivare tra le prime quattro: per raggiungere questo obiettivo, bisognerebbe iniziare a giocare in campionato come in Champions League, dove credo che ci sia qualche speranza in più di fare bene. Punterei su quello, arrivati a questo punto. Andrea Agnelli non all'altezza del compito di presidente? Non vorrei esagerare parlando di senso di onnipotenza dopo i nove titoli vinti, ma è certo che ci sono varie componenti dirigenziali che sono estremamente sopravvalutate. Andre Agnelli avrebbe avuto bisogno di dirigenti meno servili, in grado di portarlo a fare riflessioni e valutazioni".

Cobolli Gigli ha poi aggiunto: "I risultati non danno ragione ad Allegri, in particolare le ultime due partite. Abbiamo venduto Pjanic perché veniva accusato di giocare troppo in orizzontale, e lo abbiamo sostituito con Arthur che sabato ha fatto lo stesso, propiziando il gol degli avversari. Il brasiliano non vale i settanta milioni che è stato pagato, tant’è vero che questa operazione è finita nel mirino della Covisoc. Nella Juve non c’è più il senso dello stile juventino, non c’è gente del calibro di Del Piero, Nedved è stato un pallone d’oro ed un campione di calcio, ma non ha le caratteristiche per fare il vicepresidente, non ha lo stile, non può stare in tribuna a fare lo scalmanato. Perché Jhon Elkann non sostituisce Andrea Agnelli? Il primo ha il 40% del gruppo, il secondo il 10%: non si cambia per una questione di equilibri interni”.


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