Clementino: "Ho già scritto l'inno del Napoli, ecco degli estratti"

Il noto rapper napoletano Clementino ha rilasciato una lunga intervista Il Mattino a proposito del progetto sull'inno del Napoli in cui ne ha rivelato i dettagli.
Il noto rapper napoletano Clementino ha rilasciato una lunga intervista Il Mattino a proposito del progetto sull'inno del Napoli in cui ne ha rivelato i dettagli: "L'abbiamo anche già proposto al giro delle curve ed è stato accettato, manca solo De Laurentiis, lui ancora non lo conosce, dobbiamo mandarglielo".
Titolo, Cleme?
"Inno del Napoli, per ora, se sono rose fioriranno e verrà anche il titolo giusto".
Mica facile sostituire "'O surdato 'nnammurato".
"Impossibile, però quella canzone in chiave sportiva è travisata, è il canto dolente di un amore di guerra, è una melodia straziante con parole struggenti, trasformate in un inno tout court all'amore e, quindi, a una squadra che per molti è ragione di vita, amore, passion eterna".
"È la storia della nostra vita", rappate, infatti.
"Io sono un tifoso vero, accanito, ma c'è gente per cui è l'unico raggio di sole possibile".
"Con il sole nella formazione/ e adesso sbatti i raggi su questa canzone", dite ancora.
"Inizia Emiliano, poi arriviamo noi a turno, i Sangue Mostro si dividono la loro strofa in tre parti. Alterniamo italiano e dialetto, le nostre due lingue, siamo cosmopoliti al San Paolo, lo sa pure l'Unesco".
Il tuo flow batte molto sull'orgoglio napoletano, sul neapolitan power.
"Sì e c'è un azzardo. Cito Diego Armando Maradona, ossia il supremo, e Massimo Troisi, da sempre il mio idolo personale; cito Nino D'Angelo, che un inno per i ragazzi della curva B l'ha già scritto, e Pino Daniele, che un inno per la città l'ha già scritto con "Napule è". Dicevo un azzardo perchè aggiungo il mio nome al loro, ma è una di quelle spacconerie che nell'hip hop si usano, un po' per gasarsi e un po' come autoironia. Con 'Nto e gli altri speriamo di aver fatto un lavoro onesto, sono grato a Rocco Hunt per aver suggerito il nome mio e di 'Nto, Rocco è davvero "fratm", ma è strano invitare un salernitano a scrivere l'inno per il Napoli, mentre è sacrosanto comprendere che nel 2014 il rap è il ritmo e il flusso di parole giusto per incalzare i giocatori verso la vittoria di nuovi scudetti e nuove coppe. De Laurentiis sa del nostro progetto, ne parlammo a un pranzo, poi lo ribadii a "Quelli che il calcio", ora è pronto, aspettiamo solo il suo giudizio prima e, nel caso, quello dei tifosi".
"Partenope è nel sangue/ è dNA", rappate.
"È così evochiamo la città più che la squadra, convinti che le due cose coincidano. "Napoletano/ c'è un signore che mi chiama così" canta all'inizio Emiliano Pepe. Ecco, il nostro inno, anzi il nostro aspirante inno è flusso di parole e di orgoglio, è pensato per incitare gli animi e le folle, anche se, mi auguro molto raramente, potrà essere usato anche per consolarle in vista della prossima vittoria".







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