Cirillo: "Coronavirus? No a paura e sconforto. Pepe Mujica, Messi e il regalo che chiedo a De Laurentiis"

Il CEO di Cookie srl ed editore di VocediNapoli, è intervenuto ai nostri microfoni per condividere le sua esperienza in relazione all'emergenza coronavirus.
Ferdinando Cirillo, CEO di Cookie srl ed editore di VocediNapoli, è intervenuto ai nostri microfoni per partecipare alla rubrica "Incubo Covid-19 e il Napoli che sogno", un modo per condividere i propri pensieri ed esperienze in questo drammatico momento per l'Italia a causa della pandemia coronavirus che oltre a minacciare con violenza la salute pubblica, sta causando innumerevoli problemi economici al nostro Paese. Ecco quanto dichiarato: "Come impiego il tempo a disposizione? Qui a casa cerco di usare le mie giornate per studiare e aggiornarmi sul mio lavoro, ho riscoperto il valore del tempo libero. Il consiglio che mi sento di dare al di là delle regole è di non lasciarsi prendere dalla paura e dallo sconforto: ancora una volta dimostreremo di essere un grande Paese".
Domanda banale, ma necessaria: cosa ti ha insegnato o ti sta insegnando questo momento storico per l'Italia?
"Il momento storico più che insegnare mi sta confermando che siamo un puntino nella storia dell'universo e saremo tutti costretti a rivedere le nostre priorità: citando Pepe Mujica quando compriamo qualcosa non lo facciamo con i soldi ma con il tempo speso usato per guadagnarli".
Messi e tanti altri calciatori dicono "no" al taglio degli stipendi a causa dell'emergenza. Il tuo punto di vista
"I calciatori hanno il diritto di non tagliarsi gli stipendi, di certo nasceranno numerose battaglie legali in tal senso perché il sistema calcio con una inattività di mesi rischia di implodere per tutte le società che non sono considerate top club, probabilmente la situazione attuale accelererà la creazione della famosa super lega".
Nel rispetto di tutti, ma facendo emergere il bambino che è in noi e che ama il calcio, che Napoli sogni guardando già al prossimo anno?
"Avrei un solo desiderio: noi napoletani abbiamo il vantaggio della passionalità e siamo legati alle emozioni molto più che alle vittorie, per questo motivo chiederei ad Aurelio De Laurentiis un solo regalo, di portarci al San Paolo ancora una volta Edinson Cavani".








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